Lo scorso dicembre un’imponente eruzione dell’Etna ha offerto ancora una volta uno spettacolo mozzafiato, ma ha anche procurato una rinnovata preoccupazione per le popolazioni che vivono alle pendici del vulcano attivo più grande d’Europa. Le esplosioni, visibili da centinaia di chilometri di distanza, hanno generato colonne di fumo e lava che hanno illuminato il cielo di un bagliore rosso intenso. Una pioggia di cenere ha interessato diverse zone dell’isola. La lava, scivolando lungo i crinali del vulcano, ha fatto il suo corso in modo spettacolare, ma ha messo in allerta alcuni comuni nelle vicinanze. “L’eruzione non è mai la stessa,” ha commentato il vulcanologo Giuseppe Greco, docente all’Università di Catania. “Ogni volta, l’Etna ci ricorda la sua immensa potenza e la sua imprevedibilità. Se da un lato ci affascina, dall’altro ci impone di rimanere vigili.” Le autorità locali hanno disposto evacuazioni preventive in alcune aree vicine al cratere e l’operazione di monitoraggio è stata costante; il traffico aereo è stato interrotto per precauzione a causa delle nubi di cenere, che hanno ridotto la visibilità e danneggiato alcuni impianti. Nelle zone rurali, invece, i danni sembrano essere limitati, anche se la caduta della cenere ha colpito le coltivazioni, in particolare quelle di agrumi e viti. “La cenere è come una pioggia acida, può danneggiare le piante e compromettere la qualità dei raccolti,” ha spiegato Carlo D’Angelo, agricoltore di Zafferana Etnea.
L’Etna è un vulcano complesso, con più crateri e una frequente attività, che varia dalle eruzioni più tranquille a quelle più esplosive. Negli ultimi decenni, il suo comportamento è stato oggetto di intensi studi da parte della comunità scientifica; mentre alcuni ritengono che l’attività del vulcano sia un segno di stabilità geologica, altri sottolineano la possibilità che l’Etna possa entrare in una fase più violenta, come accaduto nel corso della sua storia millenaria. “Questo vulcano ha sempre avuto un comportamento dinamico. Le sue eruzioni più forti si verificano quando si accumulano grandi quantità di magma sotto la superficie. Ma al tempo stesso, è proprio grazie a questi eventi che la Sicilia si è formata,” come spiega il vulcanologo Greco. Nonostante i rischi, l’Etna rimane una delle attrazioni naturali più visitate d’Italia, con migliaia di turisti che ogni anno arrivano per ammirarlo da vicino. Anche durante l’eruzione dello scorso dicembre, le agenzie turistiche hanno registrato un boom di prenotazioni, soprattutto per i tour in elicottero e le escursioni guidate.
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