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PILLOLE DI SCIENZA

Artemis 2

Immagine in evidenza tratta dal web

Dopo circa 54 anni di distanza dall’ultima volta, l’uomo si prepara a tornare sulla Luna. L’ultimo contatto diretto di un essere umano con il suolo lunare risale infatti al dicembre del 1972, in occasione della missione conclusiva del programma Apollo. Oggi la NASA ci riprova con una nuova missione chiamata Artemis, il cui nome richiama la dea sorella gemella di Apollo. In realtà la missione Artemis 2 non porterà esseri umani sulla superficie lunare, ma l’equipaggio rimarrà in orbita intorno al nostro satellite; già nel novembre del 2022, la missione senza equipaggio Artemis 1 aveva simulato il viaggio che i quattro astronauti scelti percorreranno a breve. Con Artemis 2, la NASA inaugurerà una nuova fase dell’esplorazione spaziale umana. La missione Artemis 2 avrà una durata complessiva di circa dieci giorni e vedrà a bordo Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch per la Nasa e l’astronauta canadese Jeremy Hansen dell’Agenzia Spaziale Canadese. Questo equipaggio riveste un significato storico: Koch sarà la prima donna ad orbitare intorno alla Luna, Glover il primo astronauta afroamericano e Hansen il primo cittadino non statunitense a compiere tale impresa. A bordo della capsula Orion, i quattro sorvoleranno la Luna prima di fare ritorno sulla Terra; l’obiettivo principale non è infatti l’atterraggio, bensì quello di effettuare una prova generale di navigazione e di comunicazione, necessaria per il successo di Artemis 3 e delle  future esplorazioni.

Il 17 gennaio, il razzo Space Launch System (Sls) con a bordo la navetta Orion è stato trasferito sulla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center, in Florida, dando inizio ai test conclusivi ritenuti necessari dalla NASA.Tra i passaggi più critici figura la cosiddetta “prova generale bagnata”(wet dress rehearsal), durante la quale verranno caricati nei serbatoi del razzo circa 2,65 milioni di litri di carburante; le prove comprenderanno anche la simulazione completa della sequenza di decollo includendo in alcune fasi la presenza fisica degli astronauti a bordo della capsula Orion. La prima finestra utile per il lancio è fissata a partire dal 6 febbraio 2026, con opportunità concentrate in tre periodi compresi tra il 31 gennaio e il 10 aprile. Se il primo intervallo (6, 7, 8, 10 e 11 febbraio) dovesse saltare per motivi tecnici o metereologici, la successiva finestra non si aprirebbe prima del 6 marzo 2026. Con Artemis 2, dunque, l’umanità tornerà a spingersi oltre l’orbita terrestre,creando ponte ideale tra le imprese dell’era Apollo e le ambizioni future di costruire basi permanenti sul nostro satellite, passaggio fondamentale per progettare viaggi più lunghi verso gli altri pianeti del nostro sistema solare ed in particolare su Marte.

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