Fra poche ore comincerà il più grande evento sportivo del 2026: le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Dal 6 al 22 febbraio quasi tremila atleti provenienti da 93 paesi si sfideranno per vincere 116 medaglie d’oro in 16 discipline diverse sull’incredibile superficie di 22.000 km². Infatti i XXV giochi invernali si svolgeranno in numerosi luoghi sparsi fra le regioni della Lombardia, del Veneto e del Trentino-Alto Adige: in particolare, la cerimonia di apertura, alla presenza del nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà nello Stadio di San Siro di Milano e quella di chiusura nell’Arena di Verona, ma numerosi altri centri delle nostre montagne ospiteranno le gare, permettendo di valorizzare il patrimonio naturale e infrastrutturale italiano.
Cortina d’Ampezzo, la “Regina delle Dolomiti”, ospiterà, al Tofane Alpine Skiing Centre, lo sci alpino femminile e, allo Sliding Center Eugenio Monti, appena ristrutturato, il bob, lo skeleton e le gare di slittino. Milano diventerà il centro del pattinaggio artistico e di velocità al Mediolanum Forum e alla Fiera di Rho. A Bormio si svolgeranno le gare dello sci alpino maschile e dello sci alpinismo, che è la nuova disciplina olimpica, mentre Livigno si animerà con lo snowboard e lo sci acrobatico. Anterselva e Val di Fiemme offriranno salto con gli sci, combinato nordico, biathlon e sci di fondo.
Gli organizzatori di questi giochi invernali hanno prestato grande attenzione alla sostenibilità ambientale: gli impianti principali saranno alimentati con energie rinnovabili e i rifiuti verranno ridotti il più possibile e riciclati. Gli spazi creati per lo svolgimento della manifestazione diverranno patrimonio delle varie comunità e in futuro potranno essere utilizzati non solo per eventi sportivi ma anche per concerti e per attività legate al sociale. Inoltre si spera che l’evento possa assicurare all’Italia anche dei benefici economici: si stima infatti che, a fronte di un investimento di 1,2 miliardi di euro, vi possa essere un ritorno di 5 miliardi dal turismo.
Le Olimpiadi rappresentano quindi una fonte di guadagni e una chance per un miglioramento delle strutture urbane nel rispetto dell’ambiente, ma sono anche una grande occasione sportiva per la squadra italiana che, dopo i giochi di Pechino del 2022, nei quali ha vinto 17 medaglie, fra cui 2 ori, punta a superare il record ottenuto a Lillehammer nel 1994 (20 medaglie, 7 delle quali d’oro), cercando di ottenere tra 20 e 21 medaglie totali e 7-8 ori.
Chi sono i campioni che potrebbero regalarci grandi soddisfazioni? Nello sci alpino Sofia Goggia, campionessa della discesa, le sorelle Marsaglia e Federica Brignone che, dopo un grave infortunio subito dieci mesi fa, grazie al supporto della famiglia e della squadra, è riuscita a rimettersi sugli sci, mostrando una grande resilienza e un’incredibile forza d’animo. Davide Ghiotto e Francesca Lollobrigida sognano l’oro nel pattinaggio veloce, mentre Arianna Fontana punta al grande slam nello short track. Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi potrebbero distinguersi nel biathlon, Stefano Gorlato e Samuele Fraser nello snowboard, Chicca Alberti e Veronica Giannò nello short track, Andrea Vötter e Daniela Schuster nello slittino. Infine tutti sperano che Stefania Constantini e Amos Mosaner replichino il successo nel curling delle scorse Olimpiadi, quando fecero conoscere a tutti gli Italiani questo sport.
L’importanza delle Olimpiadi, però, non risiede solo nella possibilità di trarre dei guadagni o nel festeggiare la vittoria in una gara sportiva, risiede soprattutto nei valori che costituiscono il fondamento di questa grande manifestazione: l’impegno e la costanza per dare sempre il meglio di sé; il rispetto per sé stessi, per gli altri, per le regole; l’onestà, la correttezza e la lealtà nello sport come nella vita; la solidarietà che deriva dal lavoro di squadra e dal supporto reciproco; l’amicizia che dovrebbe nascere anche tra popoli di diversa cultura; il coraggio e la tenacia per superare le difficoltà, senza arrendersi mai; l’inclusione e la lotta alle discriminazioni. Quest’ultimo punto è valorizzato, da alcuni anni, con l’organizzazione delle Paralimpiadi a cui partecipano gli atleti con disabilità. Come è stato sottolineato alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Parigi del 2024, la competizione paralimpica è un inno alla “rivoluzione dell’inclusione”: è infatti la celebrazione dell’inclusione sociale, della resilienza umana e della capacità di superare i propri limiti. Ai giochi di Milano-Cortina le Paralimpiadi si terranno dal 6 al 15 marzo con la partecipazione di 1.400 atleti da oltre 80 paesi. Chiara Mazzel e René De Silvestro guideranno gli azzurri come portabandiera.
Il valore principale dei Giochi Olimpici, quello che è stato fondamentale fin dai tempi dell’antica Grecia, ci è stato ricordato dal presidente Mattarella in occasione della Cerimonia di inaugurazione del viaggio della Fiamma olimpica: “Il fuoco olimpico ricorda che le donne e gli uomini possono ambire a traguardi sempre più elevati, che sono liberi e capaci di progredire e che la consapevolezza del comune destino e del comune progresso richiede umana fraternità, sollecita solidarietà, esige che non vi sia sopraffazione, che venga bandita ogni pretesa di superiorità per origine etnica, per credo religioso, per condizione sociale. Questo messaggio viene rilanciato ogni giorno dai giovani che praticano sport […]. Le Olimpiadi sono storia antica e moderna. Sono anche il tempo di oggi. E più che mai sentiamo la necessità e l’urgenza dell’amicizia e della pace tra i popoli. La pace è iscritta nel DNA olimpico sin dai tempi più remoti: nell’antica Grecia, quando si svolgevano le gare, come è ben noto, le armi si fermavano. L’Italia ha chiesto che la tregua olimpica venga rinnovata. Ci auguriamo che sia davvero possibile. Anzi, speriamo di più. Che i due mesi che ci separano dall’avvio dei Giochi possano recare distensione e dialogo, fermare aggressioni e barbarie, spegnere le volontà di potenza che seminano paura, morte, devastazione.” L’invito di Sergio Mattarella alla tregua olimpica, ripetuto ieri nel discorso ai capi di Stato, è stato ribadito dal papa Leone XIV che, all’Angelus di domenica scorsa, ha lanciato un forte appello alla comunità internazionale affinché i Giochi diventino un’occasione di tregua e dialogo tra i popoli.
Se le nazioni sapranno accogliere questo invito alla pace e all’inclusione, la vera vittoria di questi Giochi non sarà misurata solo dal numero di medaglie d’oro, ma dall’eredità di solidarietà e dialogo che potranno ricevere le generazioni future.
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