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IA

Rivoluzione Gen AI: opportunità e nuove sfide

Immagine in evidenza tratta dal web

Da alcuni mesi l’Intelligenza Artificiale ha cambiato i nostri cellulari, trasformandoli in veri e propri assistenti personali che facilitano il lavoro quotidiano e la vita di tutti i giorni. Gli smartphone Gen AI – i telefoni che utilizzano l’intelligenza artificiale – probabilmente presto conquisteranno il mercato e modificheranno per sempre il modo in cui interagiamo con gli altri.

Non molto tempo fa, l’intelligenza artificiale, o IA (AI, in inglese), sembrava un’invenzione dei romanzi e dei film di fantascienza. I comandanti delle astronavi la usavano per navigare attraverso i “wormhole” o per capire la lingua delle altre specie dell’universo. Oggi siamo tutti, in un certo senso, comandanti di veicoli spaziali. Usiamo l’intelligenza artificiale per risolvere i problemi della nostra vita quotidiana: per trovare il modo più veloce per andare da casa al lavoro, per leggere pagine web scritte in un’altra lingua, per cercare informazioni e per una miriade di altri scopi.

Secondo il nuovo Workforce Index di Slack, l’adozione quotidiana dell’IA tra i lavoratori è aumentata del 233% in appena sei mesi. La diffusione di questo strumento è spesso apprezzata, perché rende tutto molto più semplice e fa risparmiare molto tempo. Tuttavia, ha un prezzo: l’IA infatti rappresenta per le nostre società una grande sfida di tipo etico, sociale e legale che dobbiamo affrontare.

Quando parliamo di “Intelligenza Artificiale”, ci riferiamo ad algoritmi che simulano l’intelligenza umana, imitando alcuni comportamenti dell’uomo, come l’apprendimento e la risoluzione di problemi. I “normali” programmi informatici che usavamo quando solo il comandante Kirk aveva accesso all’intelligenza artificiale, erano stati scritti da qualche programmatore intelligente e la storia finiva lì: il codice non cambiava da solo. I programmi che oggi utilizzano l’IA sono diversi, vengono “addestrati” da scienziati con enormi serie di dati in modo da acquisire nuove caratteristiche e capacità.

Nel corso del 2025 i principali produttori di cellulari hanno introdotto nuovi modelli di punta che hanno reso gli smartphone Gen AI ancora più potenti e versatili. Samsung, Google, Honor, OPPO e Apple hanno puntato su funzionalità di Intelligenza Artificiale generativa integrate direttamente nel dispositivo, capaci di offrire traduzioni vocali realistiche, suggerimenti contestuali, editing multimediale avanzato e strumenti di sicurezza pensati anche per il mondo del business.

Anche il modo in cui percepiamo e utilizziamo gli smartphone sta cambiando grazie all’IA, con un futuro sempre più orientato al software.

Secondo l’analisi di Counterpoint Research (“Over 1 Billion Generative AI (GenAI) Smartphones to be Shipped Cumulatively During CY2024-2027” in www.counterpointresearch.com) entro il 2027 saranno immessi sul mercato oltre un miliardo di smartphone (che copriranno circa il 40% del mercato) dotati di Intelligenza Artificiale.

L’IA quindi non sarà più una tecnologia del futuro, ma una presenza costante che modellerà tacitamente la nostra giornata, dal momento in cui ci svegliamo a quando andiamo a dormire. D’altronde già adesso il suo impatto si manifesta in maniera evidente attraverso la personalizzazione e l’automazione di piccoli compiti che prima richiedevano tempo e attenzione.

In casa agisce come un “assistente invisibile” che osserva le abitudini degli abitanti e impara come semplificare la loro vita. Per esempio, i termostati intelligenti oggi non si limitano a programmare l’orario di accensione, ma impostano anche la temperatura preferita, ottimizzando i consumi; gli assistenti vocali Alexa e Siri sono diventati “agenti” più sofisticati, capaci di gestire conversazioni naturali e coordinare più dispositivi con un solo comando; App come Todoist o Google Calendar usano l’IA per suggerire gli orari migliori per gli impegni o per raggruppare le email simili, liberando dalla gestione manuale della posta.

Sul lavoro l’IA svolge le funzioni di un “copilota” creativo e analitico: completa le frasi nei documenti e nelle e-mail, riassume lunghi documenti in pochi punti chiave e genera bozze di immagini e di presentazioni, riducendo drasticamente il tempo di “partenza da zero”. Inoltre alcuni software aziendali usano l’IA per automatizzare l’assegnazione dei compiti e trovare informazioni nei database interni in pochi secondi.

L’intelligenza artificiale è presente anche nel mondo dello shopping on line, in quello delle trasmissioni in streaming e nei social: Amazon suggerisce i prodotti basandosi su modelli predittivi che analizzano non solo cosa ha comprato il cliente, ma anche cosa hanno guardato gli altri utenti con gusti simili; Netflix, Spotify e TikTok utilizzano l’IA per analizzare ogni “like” e ogni secondo di visualizzazione, creando un feed su misura che spesso anticipa i desideri degli spettatori.

Infine si è rivelata particolarmente utile l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale in due campi: la mobilità e la salute.

Ormai Google Maps e Waze non usano solo il GPS, ma elaborano miliardi di dati in tempo reale per prevedere il traffico e suggerire la rotta più veloce, mentre gli Smartwatch e le app per la salute monitorano costantemente il battito cardiaco e il sonno, usando l’IA per segnalare anomalie prima ancora che il paziente avverta i sintomi.

E’ evidente, dunque, che questa nuova tecnologia offre straordinarie opportunità, ma, come già scritto, nasconde dei rischi che rappresentano una sfida per la nostra società. Infatti l’uso dei dati personali desta gravi preoccupazioni per il mantenimento della privacy e rende i sistemi vulnerabili agli attacchi informatici; gli algoritmi su cui si basa l’IA possono acquisire dei pregiudizi dai dati immessi, amplificando così le disuguaglianze sociali o discriminando intere categorie di persone; infine i deepfake (clonazione di voci o volti) possono essere usati per truffe e per manipolare l’opinione pubblica.

Bisogna dunque far in modo che l’Intelligenza Artificiale rimanga uno strumento al servizio dell’umanità, sottoponendola a una rigorosa regolamentazione, tutelando i diritti fondamentali e promuovendo una maggiore consapevolezza critica. Solo così l’IA sarà una risorsa sicura e inclusiva per tutti.

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