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Romeo e Giulietta: l’amore adolescenziale tra mito, passione e ribellione

Immagine in evidenza tratta dal web

L’adolescenza è il periodo più bello della vita di tutti, sono gli anni in cui cresciamo sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista mentale. L’adolescenza porta alla scoperta di sé stessi, ci aiuta a capire come domare le nostre emozioni e soprattutto è il momento in cui nascono i primi amori.

L’amore adolescenziale è stato celebrato nella tragedia “Romeo e Giulietta scritta da William Shakespeare, il famoso drammaturgo e poeta inglese nato nel 1564. L’opera, ambientata nel XIV secolo, racconta dell’amore perfetto ma impossibile tra due giovani appartenenti a due famiglie rivali veronesi, i Montecchi e i Capuleti.

I due protagonisti, Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti, si incontrano per la prima volta ad una festa in maschera organizzata dalla famiglia dei Capuleti. I due si innamorano a prima vista. Alla fine della festa Giulietta confessa ad alta voce il suo amore per Romeo, non sapendo che il ragazzo è nascosto in mezzo alle siepi e sente tutto ciò che lei dice. Il Montecchi, allora, esce allo scoperto e rivela a Giulietta che il suo amore è ricambiato. I due si sposano segretamente grazie a un frate francescano, frate Lorenzo, ma Mercuzio, un amico di Romeo, in un duello contro Tebaldo, cugino di Giulietta, viene ucciso. Romeo, per vendicare la morte dell’amico, uccide Tebaldo e viene condannato all’esilio. Nel frattempo i Capuleti organizzano il matrimonio di Giulietta con il conte Paride. La ragazza, che naturalmente non vuole queste nozze, chiede aiuto a frate Lorenzo il quale le suggerisce di bere un potente sonnifero per simulare la sua morte ed evitare così il matrimonio. Per una serie di fatalità Romeo rimane all’oscuro del piano di Giulietta e, informato della morte della giovane, parte disperato per Verona dopo essersi procurato un potente veleno per suicidarsi accanto all’amata. Arrivato al sepolcro di Giulietta, uccide Paride, che voleva impedirgli l’ingresso, e, dopo aver baciato per l’ultima volta la sua sposa, beve il veleno e muore all’istante.  Giulietta, finito l’effetto del sonnifero, si sveglia, vede Romeo senza vita e, non potendo vivere senza il suo amore, si uccide col pugnale di Romeo. Frate Lorenzo rivela quanto accaduto ai Montecchi e ai Capuleti che, resisi conto delle tragiche conseguenze provocate dalla loro faida, decidono di riconciliarsi e di seppellire i due sfortunati giovani nella medesima tomba in modo che l’amore, impossibile in vita, possa trionfare nella morte, congiungendo i due amanti per l’eternità.

Shakespeare non visitò mai Verona, ma venne a sapere della tragica storia d’amore attraverso la novella dell’italiano Matteo Bandello, che aveva avuto fortuna in Francia e in Inghilterra e che il grande autore inglese conosceva indirettamente grazie a varie traduzioni e rielaborazioni.

Naturalmente Romeo e Giulietta non sono realmente esistiti, ma coloro che hanno letto e amato la tragedia shakespeariana ancora oggi si recano a Verona per visitare la tomba e soprattutto la casa di Giulietta, identificata dalla tradizione in un edificio vicino Piazza delle Erbe, dove molti innamorati lasciano lettere e messaggi. In realtà la dimora attribuita ai Capuleti venne restaurata in stile neo-medievale all’inizio del Novecento dal direttore dei musei veronesi, Antonio Avena il quale fece inserire nella facciata un antico sarcofago che divenne il famoso balcone a cui era affacciata Giulietta quando Romeo le dichiarò il suo amore. Anche il sepolcro in pietra di Giulietta, situato nel sotterraneo all’interno del chiostro dell’ex convento di San Francesco al Corso (oggi Museo degli Affreschi), fuori dalle mura della città, è frutto di un intervento del Sovrintendente Arena che ha creato in un luogo isolato, ma raggiungibile dal centro cittadino con una breve passeggiata, l’ambientazione perfetta per la fine di una storia tragica che è entrata nel mito e nel cuore di tutti gli innamorati perché celebra l’amore adolescenziale vissuto come passione innocente che si ribella alle costrizioni sociali.

La tragedia di Romeo e Giulietta, dunque, trascende i secoli e, sebbene la storia sia una creazione letteraria e i luoghi veronesi siano in parte frutto di una suggestiva ricostruzione storica, il mito shakespeariano rimane vivo, perché celebra il desiderio di libertà e autenticità dei ragazzi e la forza delle passioni giovanili che sono capaci di sfidare le convenzioni sociali, rendendo l’adolescenza un momento unico di crescita e scoperta di sé, anche attraverso la ribellione.

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