Vicino a Trapani c’è un posto che sembra uscito da un film: Segesta. È una città antichissima costruita su una collina dove la natura e i monumenti si uniscono in modo perfetto.
L’edificio più noto è il tempio del V sec.a.C. che presenta le caratteristiche dei templi greci, ma nello stesso tempo se ne differenzia, perché privo del tetto e con colonne non scanalate. Inoltre manca la cella, di cui sembrano restare le fondamenta. Per molti archeologi è pertanto evidente che la costruzione dell’edificio non sia stata completata, forse per lo scoppio improvviso di una guerra. Alcuni studiosi propongono invece un’altra teoria. Gli abitanti di Segesta erano gli Elimi, una popolazione le cui origini non sono chiare: alcune fonti dicono che provenissero dalla penisola italica; il grande storico Tucidide sostiene invece che la città fu fondata da alcuni esuli troiani scampati alla disastrosa guerra cantata nell’Iliade. Gli Elimi erano comunque un popolo estremamente raffinato e quindi aperto agli influssi della cultura greca siceliota, anche se non in posizione subalterna come le popolazioni indigene (infatti, pur avendo rapporti con le civiltà limitrofe, cercarono di mantenere sempre la loro autonomia, atteggiamento che li portò a combattere sia con i Greci sia con i Punici), e perciò, secondo alcuni archeologi, il tempio non sarebbe un’opera non finita, ma un recinto sacro a cielo aperto per un culto non greco. Quindi gli Elimi avrebbero creato un grande edificio templare alla maniera greca, adattandolo alle proprie esigenze religiose.
Anche il bellissimo teatro, costruito alla metà del IV o nel II sec.a.C in cima al monte Barbaro, riprende le forme tipiche dell’architettura greca, la cavea però non è interamente appoggiata al pendio del terreno, ma è parzialmente costruita e sostenuta da un muro di contenimento. In origine il fondo del palcoscenico era chiuso da una scena a due piani, in stile dorico e ionico, con due corpi laterali avanzati ornati da figure di satiri in altorilievo. Oggi non ne rimane più nulla e gli spettatori seduti sulle gradinate possono ammirare un panorama mozzafiato che giunge fino a Castellamare del Golfo. L’acustica perfetta del teatro ne permette l’utilizzo ancora oggi: la struttura infatti, specialmente in estate, ospita da anni numerosi eventi legati al teatro, alla musica e alla danza, particolarmente suggestivi soprattutto quando si svolgono all’alba, nel silenzio delle prime ore del mattino.
Il tempio e il teatro sono i monumenti più famosi di Segesta, ma non sono gli unici. Nella città elima è possibile visitare anche il Santuario di Contrada Mango del VI-V sec.a.C., che attesta l’importanza dei luoghi sacri lungo le vie di accesso alla città, l’agorà e la Casa del Navarca, che testimoniano la vita civile della città di età ellenistico-romana, le antiche mura e, infine, gli edifici di età medievale, il castello, le due chiese di epoca normanna e post-medievale, il quartiere abitativo e la moschea, che indicano come l’antica città elima abbia visto fiorire nella sua area civiltà diverse.
Gran parte della città antica di Segesta è però ancora sotto terra. Questo significa che sotto i piedi dei turisti ci sono ancora case, strade e forse tesori che nessuno ha mai visto dal tempo degli antichi.
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