MAGAZINE DIGITALE - La Voce del Cambiamento

RIFLESSIONI

Il rispetto, la regola aurea spesso dimenticata

Secondo la definizione dell’Enciclopedia Treccani, il rispetto è un “sentimento e atteggiamento di riguardo, di stima e di deferenza, devota e spesso affettuosa, verso una persona”. Per estensione, si manifesta anche verso gli animali, le piante, gli oggetti e, più in generale, verso tutto ciò che non deve essere maltrattato o danneggiato. Inoltre, può riferirsi non solo alle persone, ma anche ai loro diritti, alle loro cose, ai pensieri e ai sentimenti: rispetto per la vita altrui, per la dignità, per il pudore, per tutte le opinioni e le religioni.

Purtroppo, l’impressione diffusa è che questo atteggiamento tenda a scomparire, come una specie in via d’estinzione: chi lo manifesta rappresenta una fetta sempre più piccola della società. Non vogliamo soffermarci sulle cause di questa triste e preoccupante scomparsa; piuttosto, è importante comprendere perché il rispetto sia fondamentale, quali benefici ne derivino e come possa essere mostrato anche attraverso gesti molto semplici. Se comprendiamo il valore del rispetto, sarà molto più facile praticarlo.

Molto spesso, soprattutto tra i più giovani, si pensa erroneamente che il rispetto debba essere riservato solo alle persone più grandi o alle istituzioni, e che rappresenti una forma di sottomissione o addirittura un segno di debolezza. Secondo questa visione distorta, dare valore a un’altra persona significherebbe ammettere la propria inferiorità. Questo ragionamento è profondamente sbagliato, perché il modo in cui consideriamo gli altri rivela non solo che tipo di persone siamo, ma anche il valore che attribuiamo a noi stessi: rispettare gli altri significa, di conseguenza, attribuire dignità a sé stessi.

Dunque, facendo riferimento alla definizione della Treccani, possiamo individuare quattro ambiti fondamentali in cui il rispetto deve essere presente: il rispetto per la vita, il rispetto per sé stessi, il rispetto all’interno della famiglia, il rispetto per gli altri.

La vita è un dono prezioso: per questo dobbiamo evitare tutto ciò che può danneggiarla, prenderci cura della nostra salute e rispettare le norme di sicurezza che ci permettono di agire in modo responsabile.

Il rispetto per sé stessi è la base del benessere psicologico. Esso si fonda sull’autoaccettazione, sulla cura dei propri bisogni e sulla capacità di stabilire relazioni sane; è importante l’assertività, cioè la capacità di difendere i propri valori e diritti senza aggressività, riconoscendo il proprio valore intrinseco e non solo quello che deriva dall’approvazione degli altri.

Il rispetto all’interno della famiglia contribuisce a creare un ambiente sereno e sicuro. Alla base del rispetto familiare ci sono l’ascolto, la comunicazione e la comprensione reciproca, anche quando esistono divergenze di pensiero.

Infine, il rispetto deve essere mostrato verso tutti, senza distinzione di provenienza, lingua, cultura, genere o classe sociale. La regola aurea, suggerita dalla religione e dalla filosofia, afferma: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.” Per questo, quando ti relazioni con un insegnante, un compagno o chiunque altro, chiediti: “Vorrei essere trattato nello stesso modo in cui sto trattando questa persona?”

Questa riflessione aiuta a sviluppare una particolare forma di intelligenza, chiamata metacognizione, ovvero il “pensiero sul pensiero”: si smette di agire in modo automatico e si inizia a riflettere consapevolmente su ciò che si fa, sul perché lo si fa e sull’efficacia del proprio comportamento.

Un piccolo ma importante consiglio: non sottovalutiamo  mai il modo in cui ci rivolgiamo agli altri. Dire “per favore” e “grazie” sono gesti semplici, ma potenti. Ricordiamo sempre una bella massima di Leonardo Sciascia: “Rispetta il prossimo tuo come te stesso, e anche qualcosa di più.”

Lascia una risposta