Tutti sanno che l’8 marzo è la Giornata Internazionale della Donna; vale forse la pena di ricordare che questa data non rappresenta solo un’occasione di festa, ma un momento per riflettere e ricordare tutti gli ostacoli che le donne hanno dovuto affrontare fino ad oggi per ottenere il riconoscimento dei loro diritti.
Si parla di giornata delle donne per la prima volta nel 1909, negli Stati Uniti, quando il Partito Socialista decise di istituirne una in favore del diritto di voto per le donne. Già dall’anno successivo, in seguito alla Conferenza Internazionale delle donne socialiste, svoltasi a Copenhagen, diversi paesi d’Europa stabilirono una giornata per le donne, ma senza una data fissa uguale per tutti. La scelta della data è generalmente associata ad un incendio avvenuto all’interno di una fabbrica tessile di New York, in cui persero la vita più di cento donne; in realtà, l’8 marzo venne scelto nel 1921 per ricordare la rivolta di San Pietroburgo, guidata principalmente da donne comuniste, scoppiata proprio l’8 marzo 1917 per porre fine alla guerra e allo zarismo. L’ Italia aderì già nel 1922 alla celebrazione, che fu poi bandita a causa dell’avvento della dittatura fascista. Nel 1946, successivamente alla nascita dell’Unione Donne in Italia (UDI), si riprese a celebrare la Giornata della Donna proprio l’8 marzo. È proprio a partire dal ‘46 che la mimosa rappresenta il simbolo di questa giornata, perché è un fiore resistente e poco costoso, che sboccia spontaneamente proprio a inizio marzo ed è facile da reperire e da regalare: la mimosa simboleggia la forza, la femminilità e la lotta per i diritti, unendo semplicità e un forte messaggio di solidarietà.
Celebrare la Giornata delle Donne non è solo ricordare il passato, ma anche riflettere sul presente, perché purtroppo ancora oggi in molti contesti le donne sono trattate diversamente dagli uomini e private di diritti fondamentali. D’altra parte, anche in Italia, secondo i dati dell’INPS del 2024, le donne percepiscono stipendi mediamente inferiori del 20% a quelli degli uomini, e soltanto il 21% dei dirigenti sono donne. Inoltre, il 91% delle violenze domestiche è subito da donne: questi dati ci mostrano come ancora oggi la parità di genere e la violenza contro le donne siano temi importanti, che non riguardano solo alcuni stati del mondo, ma anche tutti noi in prima persona.
Lascia una risposta