Lo squartucciatu è sicuramente uno dei simboli più affascinanti della tradizione siciliana: si tratta di un dolce tipico tradizionale legato alla festività di San Giuseppe (19 Marzo). Nasce a Poggioreale, un comune nella Valle del Belice, in provincia di Trapani.
La tradizione degli squartucciati è un fatto culturale antico, che risale ai tempi della civiltà precristiana, quando con vari riti si festeggiava il pane, nelle sue varie forme, come simbolo di abbondanza e fertilità. In epoca cristiana si mantenne questa tradizione, collegandola agli altari di San Giuseppe, sui quali viene ancora oggi deposto in bella mostra il pane lavorato artisticamente. Questi pani, secondo il rito, vengono donati a tre poveri, che rappresentano i Santuzzi, ovvero Gesù, Maria e Giuseppe.
La decorazione del dolce, frutto di antica maestria, non è casuale, ma rappresenta alcuni simboli importanti della tradizione paleocristiana, come la croce del martirio, ovvero il simbolo cristiano della Passione di Cristo, lo strumento di morte dolorosa, poi trasformato in segno di vittoria e salvezza; il cuore della Sacra Famiglia, ovvero il simbolo dell’amore incondizionato, dell’unità e della fedeltà incrollabile tra Gesù, Maria e Giuseppe; la palma, ossia il simbolo della verginità della Madonna. La parola “squartucciatu”, in gergo significa “lavorato finemente ad intaglio”, e perché l’intaglio risalti in modo ottimale è necessario che, sotto la parte intagliata su uno strato di pasta di farina bianca, traspaia lo strato sottostante, formato da una pasta di fichi secchi, di colore marrone. Come si vede, questo dolce, ancora oggi estremamente diffuso durante le celebrazioni di San Giuseppe, è un vero e proprio scrigno di valori sacrali, culturali e artistici
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