Noi giovani amiamo moltissimo partecipare ai concerti dei nostri cantanti preferiti. Per prevenire problemi o anche semplici disagi, normalmente dovrebbero esserci controlli per accertare che i luoghi in cui si svolgono gli spettacoli rispettino alcuni requisiti obbligatori come l’agibilità dei locali e il controllo del numero e dell’età degli avventori. Spesso però questi controlli non vengono effettuati e le norme di sicurezza non vengono rispettate e ciò può portare a conseguenze tragiche come è accaduto nel 2018 nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, un comune in provincia di Ancona, dove, nella sera del 7 dicembre, morirono 5 minorenni e una signora di 39 anni che aveva accompagnato la figlia. Nel locale era prevista l’esibizione del cantante Sfera Ebbasta che aveva attirato molti ragazzi, ma, poco dopo la mezzanotte, una banda di giovani, dediti alle rapine ai loro coetanei, spruzzò dello spray urticante per agevolare la propria fuga. Il gesto provocò il panico fra gli avventori che, non riuscendo a respirare, si lanciarono in gran numero fuori dalla discoteca attraverso un’uscita di sicurezza troppo stretta e una piccola rampa la cui balaustra cedette, facendo cadere decine di persone. Molti furono travolti dalla calca e i cinque ragazzi, insieme con la mamma di 39 anni, persero la vita.
Molto commoventi furono le testimonianze rilasciate allora dagli amici delle vittime: una ragazza, per esempio, ricordava il momento terribile in cui, sommersa da detriti e persone, aveva sentito la stretta della mano della sua amica venire meno e aveva capito che ormai non c’era più nulla da fare.
Sfera Ebbasta ha condannato il gesto della cosiddetta “banda dello spray”, sottolineandone la stupidità, e, per ricordare le vittime, si è tatuato sei stelle sulla fronte.
Oggi i delinquenti che hanno spruzzato lo spray urticante sono in carcere, ma non sono stati gli unici inquisiti. Infatti sono stati processati anche i proprietari e i gestori della discoteca, gli addetti alla sicurezza e i componenti della commissione di vigilanza, perché il locale non presentava le condizioni di sicurezza necessarie in caso di emergenza e perché le persone presenti erano molto più numerose di quanto non consentisse la capienza dell’edificio. La sentenza di primo grado di questo secondo processo si è avuta nel 2024: alcuni imputati sono stati condannati per falsità ideologica, mentre tutti sono stati assolti dall’accusa di omicidio colposo.
I concerti sono molto amati da tutti, ma bisogna adottare sistemi di sicurezza più efficaci ed effettuare controlli periodici, senza sottovalutare i pericoli e i rischi che si possono correre nei locali pubblici.
Purtroppo le morti di Corinaldo non hanno insegnato nulla. Le recenti feste natalizie sono state funestate dalla strage di Cras-Montana che sembra una replica della tragedia del paese marchigiano: anche in Svizzera sono morti dei giovanissimi per l’avidità di alcuni che non hanno messo al primo posto la sicurezza, ma il dio denaro. Forse dovremmo essere noi ragazzi a pretendere il rispetto delle norme di sicurezza, a controllare che ci sia una vigilanza efficiente, a boicottare i locali che non hanno a cuore la salvaguardia della nostra vita in modo che gli spettacoli, i concerti, le feste siano un’occasione di gioia e spensieratezza e non causa di morte.
Lascia una risposta