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AMBIENTE

Il cambiamento climatico: una sfida per il 2026

Immagine in evidenza tratta dal web

Se ci colleghiamo ai social o seguiamo i programmi televisivi, sentiamo spesso parlare di “cambiamento climatico”. Ma cosa si intende con questa espressione?  

Per capire cosa succede, dobbiamo immaginare l’atmosfera come una coperta che trattiene il calore del sole: è il cosiddetto effetto serra. Senza di esso la Terra sarebbe un cubetto di ghiaccio.

Da alcuni anni, però, gli scienziati dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), l’organismo internazionale istituito dalla WMO (World Meteorological Organization) e dall’UNEP (United Nations Environment Programme) per studiare il fenomeno del cambiamento climatico, lanciano un allarme: il decennio 2015-2024 è stato il più caldo di sempre e nel 2026 rischiamo di superare la soglia critica di +1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Sembra poco, ma per il sistema Terra rappresenta la differenza tra un equilibrio delicato e il caos climatico.

Il cambiamento climatico, cioè la variazione a lungo termine delle temperature e del clima sulla Terra, non è una novità. In passato però questo fenomeno era dovuto soprattutto a cause naturali, come le eruzioni vulcaniche o le variazioni dell’attività del Sole. Oggi, invece, gli scienziati concordano sul fatto che il principale responsabile sia l’uomo.

Le attività umane che contribuiscono al riscaldamento globale sono molte. Tra le tante, ricordiamo in particolare l’uso dei combustibili fossili, come il carbone, il petrolio e il gas, la deforestazione, l’agricoltura intensiva e lo sviluppo dell’allevamento di bestiame. Queste azioni aumentano la concentrazione di gas serra, come l’anidride carbonica (CO₂) e il metano, che trattengono il calore nell’atmosfera e fanno aumentare la temperatura media del pianeta.

Le prove del cambiamento climatico sono evidenti: la temperatura globale aumenta, i ghiacciai e le calotte polari si sciolgono, il livello dei mari sale e gli eventi meteorologici estremi, come le ondate di calore, le alluvioni in alcune regioni e la siccità in altre, diventano sempre più frequenti. Tutti questi fenomeni, osservati e misurati grazie a satelliti, stazioni meteorologiche e studi scientifici effettuati in tutto il mondo, hanno conseguenze gravi sull’ambiente e sulle persone. Per esempio, l’aumento della temperatura crea difficoltà per l’agricoltura e l’approvvigionamento di cibo e acqua e aumenta il rischio di mortalità per le fasce più vulnerabili della popolazione, i neonati e gli anziani. Inoltre i cambiamenti climatici possono dar luogo anche a minacce sociali: per esempio, l’aumento dell’emigrazione dai territori più colpiti dalla crisi climatica potrebbero far nascere nuove tensioni sociali.

Gli scienziati avvertono che, senza interventi concreti, questi problemi peggioreranno.

Fortunatamente la scienza indica anche delle soluzioni: ridurre le emissioni di gas serra, puntare sulle energie rinnovabili, migliorare l’efficienza energetica e adottare stili di vita più sostenibili.

Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo ridurre il cambiamento climatico, consumando meno, evitando gli sprechi di acqua, energia e cibo, preferendo oggetti riutilizzabili e riparando ciò che si rompe, invece di buttarlo, e infine separando correttamente i rifiuti per riciclarli. Agire subito è fondamentale per proteggere il pianeta e limitare i danni futuri.

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