{"id":1264,"date":"2025-01-10T00:02:00","date_gmt":"2025-01-09T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=1264"},"modified":"2025-01-11T14:28:57","modified_gmt":"2025-01-11T13:28:57","slug":"giovanni-boccaccio-il-piacere-di-raccontare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2025\/01\/10\/giovanni-boccaccio-il-piacere-di-raccontare\/","title":{"rendered":"GIOVANNI BOCCACCIO: IL PIACERE DI RACCONTARE"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Firenze, 1348:<\/strong> dieci giovani, per sfuggire alla peste che devastava l\u2019Europa intera, si trasferiscono in campagna, in una villa circondata dalla natura. Sconvolti e impauriti dall\u2019ambiente degradato della citt\u00e0 a causa della peste, cercano di ripristinare una vita normale e cos\u00ec si danno delle regole ben precise, come se la villa fosse una piccola citt\u00e0 creata da loro. A turno, tutti raccontano novelle inventate e trascorrono il tempo tra danze, feste e conversazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa storia non richiama alla nostra memoria di uomini moderni qualcosa di recentemente vissuto? <strong>Cina, dicembre 2019:<\/strong> viene segnalato all\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 il primo caso di polmonite a eziologia ignota. E, come i dieci giovani, anche noi, impauriti, ci siamo chiusi in casa per salvarci dal contagio, seguendo le direttive mondiali. Per trascorrere il tempo abbiamo interagito tra noi tramite internet, che \u00e8 diventato (purtroppo) il mezzo pi\u00f9 diffuso di comunicazione con il quale ci siamo approcciati agli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo al <strong>1348<\/strong>. Attraverso questo \u201cescamotage\u201d dei racconti inventati nasce una delle opere pi\u00f9 belle e significative della nostra letteratura: <strong>il <\/strong><em><strong>Decameron<\/strong><\/em><strong> di Giovanni Boccaccio<\/strong>. Definito una <em>commedia umana<\/em> in contrapposizione alla <em>Divina Commedia<\/em> di Dante Alighieri, in quanto non si occupa di argomenti spirituali o religiosi, ma di sentimenti e prerogative umane. Boccaccio rappresenta l\u2019uomo cos\u00ec com\u2019\u00e8, senza filtri, tra virt\u00f9 e debolezze, pregi e difetti. Al di sopra di tutto incombe il <strong>caso<\/strong>, che pone gli uomini tutti sullo stesso piano, senza riguardo per la condizione sociale o l\u2019indole individuale di ciascuno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come scamparla allora?<\/strong> L\u2019ingegno \u00e8 la risposta. Ognuno di noi pu\u00f2 utilizzarlo come strumento utile e concreto per sopravvivere ai colpi di fortuna della vita. Ma soprattutto \u00e8 fondamentale la capacit\u00e0 di reagire in modo positivo alle avversit\u00e0, senza abbattersi o piegarsi ad esse, cercando di mantenere il controllo del proprio destino.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel <em>Decameron<\/em>, Boccaccio ci mostra un multicolore universo di personaggi: dai pi\u00f9 negligenti, bugiardi e maldicenti, smemorati e scostumati, ai pi\u00f9 eroici; da bellissime figure femminili raffinate e dolci a contadine descritte con crudo realismo. Boccaccio osserva questa miriade di personaggi con uno sguardo nuovo, collocandoli in una dimensione tutta umana e terrena. Tantissime serie TV, romanzi e film riprendono ancora oggi le storie narrate in quest\u2019opera, soprattutto quelle pi\u00f9 comiche e paradossali.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incredibile dono naturale di <strong>Giovanni Boccaccio<\/strong> nel raccontare storie si riscontra anche nei racconti sui suoi natali. Lo scrittore sosteneva di essere nato da una relazione segreta tra suo padre e, nientemeno, che la figlia del re di Francia a Parigi. In realt\u00e0 nacque a <strong>Certaldo<\/strong>, vicino Firenze, figlio illegittimo di un mercante.<\/p>\n\n\n\n<p>A <strong>Napoli<\/strong>, il padre port\u00f2 con s\u00e9 il piccolo Giovanni per insegnargli tutti i trucchi che un buon mercante deve imparare per riuscire a \u201ctrafficare\u201d. Questa esperienza mercantile fu fondamentale per la composizione del <em>Decameron<\/em>: infatti, il giovane Boccaccio mercante si trovava ogni giorno davanti a una variet\u00e0 incredibile di tipi umani differenti: da gente istruita a coloro che firmavano con una croce, dai pi\u00f9 diffidenti e tirchi ai pi\u00f9 ingenui, dagli avventurieri che avevano viaggiato per tutti i mari e raccontavano le loro leggende, a preti dall\u2019abile parlantina, ragazze innamorate e mariti traditi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Boccaccio<\/strong> assorb\u00ec tutta la veracit\u00e0 umana che <strong>Napoli<\/strong> offriva all\u2019epoca, a chi era capace di amarla in tutta la sua vitalit\u00e0 travolgente. Grazie a Napoli e alla sua attivit\u00e0 di mercante, Boccaccio matur\u00f2 uno spirito di osservazione dei costumi dei vari strati sociali. Inoltre, partecip\u00f2 alla vita raffinata aristocratica e borghese della corte di <strong>Roberto d\u2019Angi\u00f2<\/strong>, e in questo ambiente svilupp\u00f2 il suo interesse per le lettere e i classici latini.<\/p>\n\n\n\n<p>In seguito al <strong>fallimento economico del padre<\/strong>, Boccaccio si trasfer\u00ec a <strong>Firenze<\/strong> e visse l\u2019esperienza della <strong>peste del 1348<\/strong>. Qui avvenne l\u2019importante incontro e l\u2019amicizia con <strong>Francesco Petrarca<\/strong>. A Firenze, la sua casa divenne il punto di incontro di alcuni giovani intellettuali, che rappresenteranno il primo nucleo del futuro <strong>umanesimo fiorentino<\/strong>. Boccaccio fu anche il primo a commentare e leggere pubblicamente la <strong>Commedia di Dante<\/strong>, che lui per primo chiam\u00f2 <em>Divina Commedia<\/em>.<strong>E oggi, quale insegnamento possiamo ereditare dal nostro Boccaccio?<\/strong><br>Innanzitutto, il <strong>piacere della lettura e della letteratura<\/strong>, che non necessariamente \u00e8 un motivo di evasione dalla realt\u00e0 con storie divertenti, comiche o tragiche, ma pu\u00f2 essere un insegnamento, un <em>ABC<\/em> pratico di come perseguire o sfuggire a certe situazioni reali, senza mai assumere atteggiamenti di sconfitta e vittimismo. \u00c8 fondamentale armarsi del proprio <strong>ingegno personale<\/strong> per barcamenarsi nel quotidiano che, \u00e8 vero, a volte \u00e8 intriso di drammatiche vicende, ma se affrontato con uno <strong>spirito combattivo e positivo<\/strong>, pu\u00f2 essere controllato, e addirittura felice.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Diventiamo (lo siamo gi\u00e0, solo che lo abbiamo dimenticato) quei re e quelle regine che giorno per giorno inventano e raccontano storie nel <\/strong><em><strong>Decameron<\/strong><\/em><strong>.<\/strong> Osserviamo e raccontiamo la bellezza dell\u2019umanit\u00e0 e del creato con stupore da fanciulli, intraprendendo un viaggio metaforico che ha inizio al di fuori di noi, come spettatori dello spettacolo della vita, e che si conclude infine dentro di noi. Perch\u00e9 gli altri, l\u2019esterno, sono il riflesso del nostro mondo interiore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ragazzi, siate curiosi del mondo attorno a voi, e come Boccaccio raccontate storie, inventate o no, scrivetele, rifletteteci, confrontatevi con esse. C\u2019\u00e8 sempre qualcosa da raccontare nel mondo, da trascrivere, da tramandare. E soprattutto, non mollate mai: qualunque obiettivo \u00e8 raggiungibile. Siate capitani della vostra vita!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-small-font-size\" style=\"font-style:italic;font-weight:700\"><strong>di G. Dav\u00ec<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze, 1348: dieci giovani, per sfuggire alla peste che devastava l\u2019Europa intera, si trasferiscono in campagna, in una villa circondata dalla natura. 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