{"id":1273,"date":"2025-01-07T17:57:00","date_gmt":"2025-01-07T16:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=1273"},"modified":"2025-01-10T00:09:27","modified_gmt":"2025-01-09T23:09:27","slug":"teatro-massimo-liberty-in-scena-palermo-nel-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2025\/01\/07\/teatro-massimo-liberty-in-scena-palermo-nel-cuore\/","title":{"rendered":"Teatro Massimo: Liberty in scena, Palermo nel cuore"},"content":{"rendered":"\n<p>Durante&nbsp;le festivit\u00e0 natalizie appena terminate, a Palermo si pu\u00f2 assistere a uno spettacolo che nessun palermitano si perderebbe mai: il Teatro Massimo addobbato con luci scintillanti e con stelle di Natale che formano, sull\u2019imponente scalinata dell\u2019edificio, un magnifico tappeto rosso che sembra invitare i passanti ad entrare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"474\" height=\"283\" src=\"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Teatro-Massimo-Palermo.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1276\" srcset=\"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Teatro-Massimo-Palermo.jpeg 474w, https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Teatro-Massimo-Palermo-300x179.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Teatro Massimo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il Massimo (come \u00e8 chiamato dai palermitani), con i suoi 7.730 metri quadrati di estensione, \u00e8 il pi\u00f9 grande teatro lirico d&#8217;Italia e il terzo in Europa, dopo quelli di Parigi e di Vienna.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019edificio venne costruito all\u2019indomani dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019 Italia, quando si sent\u00ec la necessit\u00e0 per Palermo di un nuovo, spazioso e moderno teatro d&#8217;opera. Per l\u2019edificazione di tale monumento, nel 1864, il Sindaco di Palermo, Antonio Starabba, marchese di Rudin\u00ec, band\u00ec un concorso aperto ad architetti italiani e stranieri e, per evitare favoritismi, pens\u00f2 di creare una Commissione giudicatrice priva di siciliani. Nel 1868 la Commissione, dopo aver visionato ben 35 progetti, dodici dei quali di architetti stranieri, scelse quello proposto da Giovan Battista Filippo Basile, noto architetto palermitano. I lavori iniziarono ufficialmente il 12 gennaio 1875, anniversario della rivoluzione siciliana del 1848, in piazza Giuseppe Verdi, un\u2019area resa libera dalla demolizione di tre chiese e di tre monasteri. Durante questi lavori venne profanata la tomba di una suora, detta \u201cla monachella\u201d, che, secondo la tradizione, si aggira ancora oggi per gli ambienti del teatro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1881, l\u2019assessore ai lavori pubblici, indignato per le spese eccessive, accus\u00f2 il Basile, direttore dei lavori, di aver truccato i conti (nulla di nuovo sotto il sole!) e gli fece revocare l\u2019incarico che venne affidato all\u2019architetto Alessandro Antonelli, ideatore della Mole Antonelliana di Torino. I palermitani per\u00f2 si schierarono dalla parte del Basile a cui furono riaffidati i lavori nel 1890. In effetti il costo complessivo dell\u2019opera non super\u00f2 gli 8 milioni di lire, mentre, secondo le cronache dell\u2019epoca, per i teatri di Parigi e di Vienna erano stati spesi 30 e 20 milioni di lire.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1891 Giovan Battista Filippo Basile mor\u00ec; a lui subentr\u00f2 il figlio Ernesto, anch\u2019egli architetto. L\u2019edificio venne inaugurato il 16 maggio 1897 col&nbsp;<em>Falstaff<\/em>&nbsp;di Giuseppe Verdi, rappresentato davanti a un pubblico di 3000 persone, tante quante ne pu\u00f2 contenere il teatro (oggi le norme vigenti consentono di ospitare al massimo 1.247 spettatori).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1935 il teatro, fino ad allora affidato ad imprese private, con un decreto del Ministro della Cultura Popolare venne proclamato Ente Teatrale Autonomo. Purtroppo, nel 1974, il monumento venne chiuso per lavori di ristrutturazione finiti solamente il 12 maggio 1997, quando il teatro riapr\u00ec con un concerto eseguito, nella seconda parte, dai&nbsp;<em>Berliner Philharmoniker<\/em>&nbsp;diretti dal maestro Claudio Abbado.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista architettonico, il Teatro Massimo, gioiello del Liberty europeo, \u00e8 un capolavoro di arte e ingegno. La sua facciata principale \u00e8 caratterizzata da una maestosa scalinata fiancheggiata da due gruppi bronzei con leoni che rappresentano la Tragedia e la Lirica. Al termine della scalinata, troviamo un pronao con sei colonne corinzie che accoglie lo spettatore. All\u2019interno, il fulcro del teatro \u00e8 la Sala Grande dove si tengono gli spettacoli. La sala ha un\u2019acustica perfetta e un soffitto molto particolare costituito dalla \u201cRuota simbolica\u201d. La ruota sembra un grande fiore con undici petali disposti attorno a un tondo centrale che raffigura il \u201cTrionfo della musica\u201d. I \u201cpetali\u201d, attraverso un sistema di funi, si possono aprire verso l\u2019alto in modo da far defluire l\u2019aria calda e permettere la ventilazione della sala.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa perfetta unione di arte e ingegneria si ritrova nella \u201cSala pompeiana\u201d. Di forma circolare, con soffitti affrescati, \u00e8 detta anche \u201cSala dell\u2019eco\u201d per via della particolare acustica: l\u2019eco aumenta di intensit\u00e0 via via che chi parla si avvicina verso il centro. In questo ambiente il numero 7 e i suoi multipli sono fondamentali: sulla sala si aprono 14 porte, 28 medaglioni raffigurano teste umane, 14 spicchi presentano figure allegoriche e il lucernaio \u00e8 suddiviso in 7 parti. Il 7 rimanda ai sette pianeti e ai sette giorni della settimana, ai sette peccati capitali e alle sette virt\u00f9, ma soprattutto si collega alle sette note e alle sette corde della lira.<\/p>\n\n\n\n<p>La bellezza del Teatro Massimo \u00e8 riconosciuta in tutto il mondo, come attestano le centinaia di turisti che ogni giorno si fermano davanti all\u2019imponente edificio per fotografarlo e ammirarlo. Durante la seconda guerra mondiale, persino gli eserciti stranieri avrebbero dovuto rispettare questo monumento: un tenente dell\u2019esercito americano, Anthony Carcione, raccont\u00f2 che piloti e puntatori dei bombardieri avevano ricevuto l\u2019ordine di non colpire la sede del Cardinale, la Cattedrale e \u2026 il Teatro Massimo. Purtroppo il divieto non venne rispettato e una bomba centr\u00f2 il palcoscenico, sfondandolo, ma il resto dell\u2019edificio resistette e, nonostante il bombardamento, non sub\u00ec gravi danni. \u201cProprio come la nostra citt\u00e0\u201d sottolinea lo scrittore Santi Gnoffo \u201cche non si \u00e8 mai piegata alle gravi ferite inferte dalle guerre, alla speculazione edilizia ed all\u2019incuria degli organi preposti. E aggiungerei, anche all\u2019incivilt\u00e0 di certi cittadini\u201d (da&nbsp;<em>L&#8217;arte rinnova i popoli eccetera, eccetera: la storia di come \u00e8 nato il Teatro Massimo<\/em>, in www.balarm.it) E cos\u00ec il Teatro Massimo, nonostante gli impedimenti burocratici, le bombe e le lunghe chiusure al pubblico, divenuto emblema della citt\u00e0 di Palermo, continua ad essere insieme monito e incoraggiamento per i palermitani, soprattutto grazie alla frase, di attribuzione incerta, incisa sul frontone della facciata: \u201cL\u2019arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l\u2019avvenire\u201d. In un\u2019epoca come la nostra, in cui il sapere \u00e8 inutile e i media propagandano altri modelli, come le \u201cveline\u201d, i \u201ctronisti\u201d e gli \u201camici di\u201d, l\u2019idea della cultura come strumento per la costruzione del futuro \u00e8 sicuramente un messaggio rivoluzionario<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante&nbsp;le festivit\u00e0 natalizie appena terminate, a Palermo si pu\u00f2 assistere a uno spettacolo che nessun palermitano si perderebbe mai: il Teatro Massimo addobbato con luci scintillanti e con stelle di Natale che formano, sull\u2019imponente scalinata dell\u2019edificio, un magnifico tappeto rosso che sembra invitare i passanti ad entrare. 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