{"id":1433,"date":"2025-01-31T00:28:21","date_gmt":"2025-01-30T23:28:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=1433"},"modified":"2025-02-01T00:01:47","modified_gmt":"2025-01-31T23:01:47","slug":"la-scomparsa-di-majorana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2025\/01\/31\/la-scomparsa-di-majorana\/","title":{"rendered":"LA SCOMPARSA DI MAJORANA"},"content":{"rendered":"\n<p>Ettore Majorana \u00e8 scomparso verso la fine di marzo del 1938. Scomparso! \u00c8 questo l\u2019aggettivo chiave del nostro articolo. Scomparso, in questo caso, non sappiamo nemmeno cosa voglia dire: scomparso perch\u00e9 \u00e8 morto o scomparso perch\u00e9 \u00e8 nascosto da qualche parte? Quali motivi avrebbe avuto per nascondersi? Chi lo avrebbe voluto morto? \u00c8 lui stesso ad essersi procurato la morte? Nessuno lo sa. In moltissimi, scienziati di chiara fama, storici, scrittori, registi, fumettisti hanno detto la loro. Le ipotesi avanzate sono molte, una diversa dall\u2019altra. Non si riesce neppure a stabilire quale sia la data esatta di tale scomparsa: il 25 marzo quando esce dal suo albergo a Napoli? Il 26 quando scrive l\u2019ultimo messaggio? Uno o due giorni dopo, come qualche storico sostiene? Le fonti fanno affidamento su due elementi: i racconti di chi lo ha conosciuto (colleghi, parenti, amici), e le sue lettere. Ma chi era Ettore Majorana? Nato a Catania il 5 agosto 1906, \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 grandi fisici teorici del XX secolo. I suoi studi hanno avuto un impatto fondamentale sulla fisica nucleare e la meccanica quantistica e relativistica. Caratteristica fondamentale di Ettore era un\u2019eccezionale intelligenza scientifica rivolta alla matematica e alla fisica quantistica nucleare. Un genio. Di natura timida, schiva, ombrosa, dal carattere melanconico, come tutti i geni coscienti della propria diversit\u00e0. Fece parte del gruppo di fisici, noto come i \u201cragazzi di via Panisperna\u201d, guidato da Enrico Fermi. Il gruppo divent\u00f2 presto un centro di ricerca sulle frontiere della fisica con riferimento alle teorie atomiche e quantistiche. La principale scoperta del gruppo fu la propriet\u00e0 dei neutroni lenti di rompere un nucleo pesante, che d\u00e0 l\u2019avvio alla realizzazione del primo reattore nucleare e successivamente della bomba nucleare a fissione. Grazie a una borsa di studio si rec\u00f2 in Germania e in Danimarca e si confront\u00f2 con le menti di illustri e illuminati scienziati. Forse in Germania Majorana si rese conto di come la fisica poteva diventare uno strumento di potere pi\u00f9 che di conoscenza. La consapevolezza che ogni azione o misura fatta per conoscere un fenomeno ne modifica le caratteristiche e pu\u00f2 diventare drammatica se riferita alla vita delle persone. \u00c8 possibile che Majorana abbia avuto la percezione o la sensazione che queste nuove scoperte e conoscenze avrebbero reso tragica la realt\u00e0 mondiale, come le due bombe sul Giappone durante la Seconda guerra mondiale? Potrebbe essere un\u2019ipotesi possibile, secondo lo scrittore siciliano Leonardo Sciascia. Secondo Sciascia infatti Majorana aveva intuito ci\u00f2 che Enrico Fermi non era riuscito a vedere e cio\u00e8 che gli esperimenti di via Panisperna sulla radioattivit\u00e0 potevano portare alla scissione dell\u2019atomo di uranio. Se Majorana era un genio, come Fermi sosteneva, perch\u00e9 non avrebbe potuto intuirlo? Sciascia peraltro rafforza questa sua ipotesi ricordando come gi\u00e0 nel 1921 il fisico tedesco Rutherford, parlando delle ricerche atomiche, aveva avvertito: \u201cViviamo su un\u2019isola di fulmicotone\u201d e \u201cgrazie a Dio ancora non abbiamo trovato il fiammifero per accenderla\u201d, lasciando intendere che una volta trovato quel fiammifero qualcuno avrebbe potuto ben accenderlo. Sciascia dunque afferma che un genio della fisica, 15 anni dopo, trovandosi di fronte alla virtuale scoperta della fissione nucleare poteva aver capito che il fiammifero c\u2019era gi\u00e0 e avrebbe potuto decidere di allontanarsene con sgomento e terrore. Il fisico Erasmo Recano nel suo saggio <em>Il caso Majorana<\/em>, suggerisce che il giovane scienziato sia stato colpito da un profondo esaurimento nervoso, in seguito alle scoperte di fisica, decidendo cos\u00ec di \u201csparire\u201d volontariamente, probabilmente in America Latina. Secondo altri, Majorana \u00e8 stato rapito dai nazisti per alcune informazioni private cui avrebbe avuto accesso durante il suo soggiorno in Germania. Invece Rolando Pelizza, allievo del nostro fisico, dichiar\u00f2 di essere stato in contatto col maestro nel 1958 e che si sarebbe nascosto al mondo nel monastero certosino di Serra San Bruno. La tesi del suicidio di Majorana via via \u00e8 stata abbandonata, in quanto Ettore avrebbe prelevato stipendi arretrati e preparato il passaporto come se avesse il proposito di recarsi all\u2019estero, comportamenti che non sembrerebbero compatibili con l\u2019intento di un suicidio. La morte presunta di Ettore Majorana venne dichiarata cinque anni dopo la sua sparizione. Majorana, in fuga dalla vita, divent\u00f2 \u201cvivo per la morte\u201d e \u201cmorto per la vita\u201d. Citando il grande Luigi Pirandello, infatti, questa vicenda sembra la rivisitazione riscritta de <em>Il fu Mattia Pascal<\/em>, tra i pi\u00f9 famosi romanzi di quell\u2019epoca, ed \u00e8 assai probabile che Majorana pur non essendo un letterato ne avesse sentito parlare. Nel 2011 la procura di Roma riapr\u00ec l\u2019inchiesta, infatti un tale Francesco Fasani, meccanico immigrato dall\u2019Italia in Venezuela, afferm\u00f2 di aver conosciuto, intorno alla met\u00e0 degli anni \u201950, un certo signor Bini, un uomo introverso, riservato soprattutto con gli italiani e restio a farsi fotografare. L\u2019indagine fu archiviata nel 2015, lasciando viva l\u2019ipotesi che Majorana fosse in vita tra il 1955 e il 1959 e che si trovasse in Venezuela. A Mazara del Vallo, frazione in provincia di Trapani, lungo il centro storico della citt\u00e0, tra le viuzze della kasbah, su una saracinesca vi \u00e8 un dipinto che raffigura \u201cTommasu l\u2019omu cani\u201d, su cui si legge: \u00e8 convinzione ormai diffusa che il barbone, Tommaso Lipari, vissuto dal 1937 al 1940 nella citt\u00e0 e che veniva chiamato l\u2019uomo cane, fosse in realt\u00e0 Ettore Majorana, famoso scienziato. L\u2019uomo infatti aveva ampie conoscenze matematiche e un linguaggio forbito. La vita di Majorana ci fa riflettere sul divario che c\u2019\u00e8 tra scienza ed etica, un dibattito vivo e attuale ancora oggi, e che in fondo ci mostra che la storia non \u00e8 fatta soltanto da demoni ed eroi, ma anche da chi riesce ad essere entrambi, in un gioco di luce e ombre, dove \u00e8 davvero difficilissimo rimanere in equilibrio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\" style=\"font-style:italic;font-weight:100\">di G. Dav\u00ec<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ettore Majorana \u00e8 scomparso verso la fine di marzo del 1938. Scomparso! \u00c8 questo l\u2019aggettivo chiave del nostro articolo. Scomparso, in questo caso, non sappiamo nemmeno cosa voglia dire: scomparso perch\u00e9 \u00e8 morto o scomparso perch\u00e9 \u00e8 nascosto da qualche parte? Quali motivi avrebbe avuto per nascondersi? 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