{"id":1499,"date":"2025-02-11T00:05:00","date_gmt":"2025-02-10T23:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=1499"},"modified":"2025-02-14T01:46:14","modified_gmt":"2025-02-14T00:46:14","slug":"stem-al-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2025\/02\/11\/stem-al-femminile\/","title":{"rendered":"STEM AL FEMMINILE"},"content":{"rendered":"\n<p>Secondo il pensiero comune, le donne non hanno attitudine per le discipline STEM (science, technology, engineering and mathematics) ed effettivamente nella storia delle Scienze il mondo femminile sembra quasi del tutto assente. In realt\u00e0 studi recenti di storici e storiche tenaci hanno dimostrato che le donne hanno da sempre contribuito al progresso scientifico, anche se il loro apporto \u00e8 stato spesso misconosciuto. Solo coloro che erano mogli o sorelle di importanti studiosi sono ricordate (come, ad esempio, Marie Curie, prima donna a ricevere il premio Nobel per la fisica grazie al lavoro di ricerca svolto insieme con il marito Pierre Curie), le altre sono diventate invisibili, facilitando in questo modo, come sottolinea la giornalista Flavia Marcacci, \u201cla visibilit\u00e0 di uomini che non raramente rubarono loro idee importanti: sono noti i casi di Lise Meitner non convocata per ricevere il Nobel per la fissione nucleare, destinato al collega Otto Hahn, o Rosalind Franklin, che fotograf\u00f2 per prima l\u2019elica del Dna sebbene Watson e Crick non la menzionarono mai esplicitamente. Al contrario, laddove nel passato la collaborazione professionale era stata supportata da affetto e rispetto, le donne venivano menzionate eccome\u201d (F.MARCACCI, \u201cCapire la scienza non \u00e8 un fatto di genere\u201d, in www.avvenire.it &#8211; https:\/\/www.avvenire.it\/agora\/pagine\/capire-la-scienza-non-e-fatto-di-genere).<\/p>\n\n\n\n<p>Questa invisibilit\u00e0 del genere femminile nel mondo scientifico ha tenuto le ragazze lontano dallo studio delle STEM, perch\u00e9 sembrava che solo poche donne eccezionali avessero le capacit\u00e0 necessarie per dedicarsi a tali discipline.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi per fortuna la nostra societ\u00e0 sta cambiando, pochi pensano ancora che esistano studi adatti anche per le donne ed altri appropriati solo per gli uomini. Anzi sono ormai molti i laboratori, gli osservatori e le startup pi\u00f9 innovative che vengono arricchiti dall\u2019intelligenza e dalla creativit\u00e0 femminile.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde molte donne hanno gi\u00e0 dimostrato il loro valore, dando un contributo straordinario al progresso scientifico. Per esempio, Margherita Hack, grazie alla sua passione per l&#8217;astronomia, ha mostrato a tutti la bellezza dell&#8217;universo e l&#8217;importanza della ricerca scientifica; Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina, con le sue scoperte ha aperto nuovi orizzonti nello studio del sistema nervoso e ha lasciato un segno indelebile nella scienza; Samantha Cristoforetti, conosciuta affettuosamente come &#8220;Astrosamantha&#8221;, \u00e8 diventata una figura di riferimento per le ragazze che sognano di esplorare lo spazio; Fabiola Gianotti, prima donna direttrice del CERN, uno dei pi\u00f9 importanti centri di ricerca scientifica del mondo, ha contribuito alla scoperta del bosone di Higgs il cui studio \u201c\u00e8 una priorit\u00e0 per progredire nella nostra comprensione della fisica fondamentale e dell\u2019Universo\u201d, come ha affermato la stessa scienziata in un\u2019intervista rilasciata al \u201cCorriere della Sera\u201d (MASSIMO SIDERI, \u201cFabiola Gianotti: \u00abHo scoperto la fisica grazie a una biografia di Marie Curie letta da bambina. Il bosone di Higgs? Come un concerto rock\u00bb\u201d in www.corriere.it). Anche durante la recente pandemia da COVID-19 molte donne sono state in prima linea nella ricerca di un vaccino e nello sviluppo di nuove terapie, come l\u2019immunologa Antonella Viola e la virologa Ilaria Capua che sono diventate volti noti nelle trasmissioni televisive, rappresentando l\u2019unica presenza femminile nel mondo dell\u2019informazione caratterizzato dal predominio maschile. La loro visibilit\u00e0 ha comunque giocato un ruolo chiave nel cambiare la narrazione sulla scienza e sul contributo delle donne in questo campo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante questi esempi positivi, il percorso per raggiungere una piena parit\u00e0 \u00e8 ancora lungo. Le disuguaglianze sono ancora evidenti, soprattutto ai vertici delle istituzioni scientifiche e in settori come l\u2019ingegneria e l\u2019informatica. \u00c8 come se ci fosse una porta socchiusa, ma non del tutto aperta. Tuttavia sempre pi\u00f9 universit\u00e0 e istituzioni stanno investendo in programmi per sostenere le giovani ricercatrici, offrendo borse di studio, mentorship e opportunit\u00e0 di networking. Inoltre, gli organismi internazionali, come l&#8217;UNESCO e l&#8217;ONU, stanno mettendo in atto politiche per combattere il gender gap nel mondo della scienza, promuovendo l\u2019accesso delle donne a risorse educative e professionali, aumentando la visibilit\u00e0 delle scienziate e incentivando la creazione di reti globali di supporto.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde la presenza di pi\u00f9 donne nel mondo della scienza non pu\u00f2 che esser un fattore positivo: innanzitutto perch\u00e9 comunque la curiosit\u00e0, la creativit\u00e0 e la passione non hanno genere e poi perch\u00e9 le donne portano con s\u00e9 un modo diverso di fare ricerca, pi\u00f9 collaborativo, interdisciplinare e attento alle implicazioni sociali della scienza, tutti elementi che consentono di svolgere qualunque lavoro in modo efficace.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 oggi, 11 febbraio, si celebra la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza: un\u2019ottima occasione per riflettere sull\u2019importanza della parit\u00e0 di genere in questo campo e per celebrare le conquiste delle donne nella scienza, con la speranza che un giorno non ci siano pi\u00f9 n\u00e9 barriere n\u00e9 pregiudizi, ma solo opportunit\u00e0 per tutte e tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo il pensiero comune, le donne non hanno attitudine per le discipline STEM (science, technology, engineering and mathematics) ed effettivamente nella storia delle Scienze il mondo femminile sembra quasi del tutto assente. 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