{"id":2277,"date":"2025-04-25T00:04:00","date_gmt":"2025-04-24T22:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=2277"},"modified":"2025-04-28T23:27:39","modified_gmt":"2025-04-28T21:27:39","slug":"25-aprilefesta-della-liberazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2025\/04\/25\/25-aprilefesta-della-liberazione\/","title":{"rendered":"25 Aprile,Festa della Liberazione"},"content":{"rendered":"\n<p>Ogni anno, il 25 aprile, l\u2019Italia celebra la Festa della Liberazione, una ricorrenza nazionale che commemora la fine dell\u2019oppressione nazifascista . Questa data rappresenta un simbolo della rinascita democratica e della conquista della libert\u00e0. La liberazione fu il risultato della coraggiosa lotta condotta dai partigiani e dalle forze dell\u2019esercito italiano, che, dopo l\u2019armistizio dell\u20198 settembre 1943, si unirono per resistere al nazifascismo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La celebrazione di questa giornata non \u00e8 solo un omaggio alla memoria di chi ha combattuto, ma anche un richiamo ai valori di giustizia, libert\u00e0 e democrazia su cui si fonda la Repubblica Italiana, fattori fondamentali per il presente e il futuro del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 25 aprile 1945 , il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclam\u00f2 l\u2019insurrezione generale contro le forze nazifasciste ancora presenti nel Nord del Paese. Le formazioni partigiane, appartenenti al Corpo volontari della libert\u00e0, ricevettero l\u2019ordine di attaccare pres\u00ecdi tedeschi e fascisti, imponendo la resa prima dell\u2019arrivo degli Alleati. Contemporaneamente, il CLNAI si assunse i poteri di governo e decret\u00f2 la condanna a morte per i gerarchi fascisti. Benito Mussolini, in fuga da Milano proprio il 25 aprile, venne catturato e giustiziato tre giorni dopo. Con l\u2019ultimatum \u00abArrendersi o perire!\u00bb, l\u2019insurrezione port\u00f2 rapidamente alla liberazione dell\u2019intero Nord Italia entro l\u20191 maggio. La vittoria segn\u00f2 la fine dell\u2019occupazione tedesca e di cinque anni di guerra, aprendo la strada alla nascita della Repubblica Italiana e alla futura Costituzione. La resa definitiva delle truppe nazifasciste venne ufficializzata il 2 maggio 1945, con la firma della resa di Caserta, sancendo la sconfitta totale del nazifascismo in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>La Festa della Liberazione, venne istituita in seguito a una proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi. Il 22 aprile 1946, Umberto II di Savoia, allora principe e luogotenente del Regno d\u2019Italia, eman\u00f2 un decreto legislativo che stabiliva il 25 aprile come giorno di festa per quell\u2019anno. La ricorrenza fu nuovamente celebrata nel 1947 e nel 1948 grazie a successivi decreti. Tuttavia, fu solo nel 1949 che la Festa della Liberazione venne ufficializzata in modo permanente, affiancandosi alla celebrazione del 2 giugno, data del referendum che stabil\u00ec la nascita della Repubblica Italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i momenti pi\u00f9 significativi del programma ufficiale c\u2019\u00e8 il solenne omaggio al Milite Ignoto: il Presidente della Repubblica e le pi\u00f9 alte cariche dello Stato depongono una corona d\u2019alloro in memoria dei caduti e dei dispersi italiani nelle guerre. In questa giornata, la bandiera italiana e quella europea sventolano su tutti gli edifici pubblici e si svolgono manifestazioni in tutta Italia, specialmente nelle citt\u00e0 decorate al valor militare per la guerra di liberazione. Il 1955 segn\u00f2 il decimo anniversario della Liberazione, celebrato con un messaggio alla nazione del presidente del Consiglio Mario Scelba: \u201cSe ricordiamo le tragiche vicende della pi\u00f9 recente storia d&#8217;Italia non \u00e8 per rinfocolare odi o riaprire ferite, coltivare la divisione, ma perch\u00e9 vano sarebbe il ricordo dei morti e la celebrazione dei sacrifici sofferti se non ne intendessimo il significato pi\u00f9 genuino ed il valore immanente, se gli italiani non avessero a trar profitto dagli insegnamenti delle loro comuni esperienze e, tra gli italiani, i giovani soprattutto, a cui \u00e8 servato l&#8217;avvenire della Patria.\u201d Tuttavia, nello stesso anno, il Movimento Sociale Italiano (MSI) lanci\u00f2 una campagna per l\u2019abolizione della festa, promossa attraverso il quotidiano Secolo d\u2019Italia. A Roma, il MSI organizz\u00f2 una celebrazione in memoria dei caduti della Repubblica Sociale Italiana, che degener\u00f2 in scontri con giovani comunisti a causa dei saluti romani e dei canti dei missini. Anche negli anni successivi le tensioni non mancarono. Nel 1960, durante il dibattito al Senato sulla fiducia al governo Tambroni, sostenuto proprio dal MSI, i senatori missini lasciarono l\u2019aula durante le celebrazioni del 25 aprile, attirando ironie da parte degli altri parlamentari. Nel 1973, infine, Sandro Pertini tenne un importante discorso in piazza Duomo a Milano, in un clima di forte tensione seguito alle violenze del 12 aprile, quando gruppi neofascisti e militanti del MSI avevano partecipato a una manifestazione vietata dalla questura: \u201cParliamo dunque di coloro che vorrebbero ancora una volta [&#8230;] uccidere la libert\u00e0, di questi sciagurati, rifiuti di fogna, che sono i neofascisti\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019anno, il 25 aprile segna un traguardo molto importante, cio\u00e8 80 anni di un\u2019Italia libera. La data, che ogni anno ricorda l\u2019inizio di una nuova era di democrazia, assume oggi un significato ancora pi\u00f9 profondo, celebrando non solo la fine di un oscuro passato, ma anche la resilienza e la forza di un popolo che ha saputo ricostruire il proprio destino. Oltre a guardare al passato ed al presente, per\u00f2, \u00e8 necessario guardare anche al futuro, ricordandoci che la libert\u00e0 va costantemente difesa e coltivata, sperando di non ricadere negli stessi errori del passato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La guerra, purtroppo, ad oggi , in tantissimi&nbsp; Paesi nel mondo \u00e8 ancora quotidianit\u00e0. \u00c8 incredibile pensare che, dopo tutti questi anni, l\u2019uomo sia ancora imperterrito a volere sempre pi\u00f9 potere, e a sentirsi costantemente in competizione con gli altri, sviluppando solo invidia ed odio. Anni fa si pensava che dopo un passato pieno di guerre, l\u2019uomo avrebbe imparato dai propri errori, ma l\u2019uomo, per quanto sia considerata la specie pi\u00f9 intelligente del pianeta,&nbsp; continua ad essere egoista, a pensare soltanto al potere e al denaro, non avendo cos\u00ec&nbsp; umanit\u00e0 nei confronti degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDei morti in battaglia ti porti la voce, chi diede la vita ebbe in cambio una croce\u201d, queste sono le parole che utilizza Fabrizio De Andr\u00e9 in una delle sue canzoni pi\u00f9 famose, \u201cLa guerra di Piero\u201d. Secondo me, De Andr\u00e9, \u00e8 riuscito a descrivere perfettamente la guerra e le emozioni che l&#8217;accompagnano. In una canzone \u00e8 stato in grado di esprimere in pieno il significato della guerra, ripudiando le atrocit\u00e0 commesse dall\u2019uomo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni anno, il 25 aprile, l\u2019Italia celebra la Festa della Liberazione, una ricorrenza nazionale che commemora la fine dell\u2019oppressione nazifascista . Questa data rappresenta un simbolo della rinascita democratica e della conquista della libert\u00e0. 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