{"id":2332,"date":"2025-05-05T00:05:00","date_gmt":"2025-05-04T22:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=2332"},"modified":"2025-05-11T14:21:06","modified_gmt":"2025-05-11T12:21:06","slug":"gino-bartali-un-campione-di-ciclismo-e-di-umanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2025\/05\/05\/gino-bartali-un-campione-di-ciclismo-e-di-umanita\/","title":{"rendered":"Gino Bartali: un campione di ciclismo e di umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Oggi ricorre il 25\u00b0 anniversario della morte di Gino Bartali, uno dei pi\u00f9 grandi ciclisti italiani di tutti i tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Bartali nacque nel 1914 a Ponte a Ema, vicino Firenze, e gi\u00e0 a tredici anni si avvicin\u00f2 al mondo del ciclismo, utilizzando la bicicletta per andare a scuola ogni mattina e lavorando di pomeriggio nell\u2019officina di un suo compaesano. Cominci\u00f2 a gareggiare a diciassette anni e a ventuno esord\u00ec come professionista. Nel 1938 vinse il suo primo Tour de France, ma la sua vittoria non fu adeguatamente festeggiata, perch\u00e9 Gino si rifiut\u00f2 di indossare la camicia nera, come prevedeva l\u2019allora dominante regime fascista per il quale l\u2019atleta non provava alcuna simpatia. Dieci anni dopo, nel 1948, Bartali, ormai uno dei concorrenti pi\u00f9 anziani, avrebbe vinto il suo secondo Tour, distogliendo l\u2019attenzione degli Italiani dal grave momento di tensione politica seguita all\u2019attentato contro Palmiro Togliatti, leader del PCI.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1938 al 1940 Bartali continu\u00f2 a vincere, ma l\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia lo costrinse a interrompere l\u2019attivit\u00e0 agonistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, Bartali riprese a gareggiare, dando vita a una serie di entusiasmanti sfide sportive con un altro asso del ciclismo italiano, Fausto Coppi. L\u2019accesa competizione tra i due divise l\u2019Italia tra i tifosi dell\u2019uno e quelli dell\u2019altro, ma ha anche lasciato un fulgido esempio di lealt\u00e0 sportiva: durante il Tour de France del 1952 \u201cvengono immortalati da un fotografo durante lo scambio di una borraccia mentre scalano i tornanti del Col du Galibier. La foto non lascia intendere chi dei due stia passando la borraccia all\u2019altro, e se da un lato il mistero divise le tifoserie dei due atleti, che non vollero mai svelare la realt\u00e0 dei fatti, dall\u2019altro contribu\u00ec a rendere la foto un\u2019icona, il simbolo di una nazione spaccata negli ideali, che per\u00f2 tende il braccio verso l\u2019unit\u00e0, mettendo da parte i conflitti personali in favore della stima e del rispetto reciproco\u201d (\u201cCoppi e Bartali: la rivalit\u00e0 che un\u00ec una nazione\u201d, in https:\/\/esn.it).<\/p>\n\n\n\n<p>Ritiratosi dall\u2019attivit\u00e0 agonistica nel 1956, Ginettaccio, come era chiamato per la sua nota vena polemica e il carattere spigoloso, divenne allenatore e poi commentatore, rimanendo sempre nel cuore degli Italiani, sportivi e no, tanto che negli anni \u201990 venne chiamato a condurre la popolare trasmissione televisiva \u201cStriscia la Notizia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mor\u00ec a Firenze il 5 maggio 2000 e dopo la sua morte si \u00e8 scoperto che Bartali non era stato solo un campione nel mondo del ciclismo, ma anche un eroe nella storia dell&#8217;umanit\u00e0 per il suo coraggio e la sua determinazione nel salvare centinaia di ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Tra il 1943 e il 1944, con la scusa di allenarsi per mantenersi in forma, trasport\u00f2 documenti falsi, nascosti nel telaio della sua bicicletta, da una stamperia clandestina di Assisi fino a Firenze dove il vescovo li distribuiva agli Ebrei per farli espatriare, sottraendoli cos\u00ec alla barbarie nazista. Fedele al suo motto \u201cil bene si fa, ma non si dice\u201d, Bartali parl\u00f2 pochissimo della sua attivit\u00e0 nell\u2019efficacissima rete clandestina che aveva salvato centinaia di ebrei in Toscana, in Liguria e in Umbria. Solo dopo la sua morte, come gi\u00e0 scritto, il mondo ha conosciuto i suoi meriti: nel 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo ha insignito della Medaglia d\u2019oro al merito civile della Repubblica italiana e, nel 2013, il Memoriale Yad Vashem di Gerusalemme, l\u2019ente nazionale dello Stato di Israele per la memoria della Shoah, lo ha proclamato \u201cGiusto tra le Nazioni\u201d (v. A.TOSCANO, \u201cGino Bartali (Firenze, Italia, 1914 &#8211; Firenze, Italia, 2000) il campione che salv\u00f2 gli ebrei\u201d, in https:\/\/it.gariwo.net).<\/p>\n\n\n\n<p>Gino Bartali pu\u00f2 essere quindi considerato un simbolo di umanit\u00e0 e di coraggio: la sua storia \u00e8 un esempio di come lo sport e l&#8217;umanit\u00e0 possano intrecciarsi in modo stabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi ricorre il 25\u00b0 anniversario della morte di Gino Bartali, uno dei pi\u00f9 grandi ciclisti italiani di tutti i tempi. 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