{"id":2428,"date":"2025-05-24T00:01:00","date_gmt":"2025-05-23T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=2428"},"modified":"2025-05-25T11:16:24","modified_gmt":"2025-05-25T09:16:24","slug":"il-poeta-dellitalia-unita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2025\/05\/24\/il-poeta-dellitalia-unita\/","title":{"rendered":"Il Poeta dell&#8217;Italia Unita"},"content":{"rendered":"\n<p>Giosu\u00e8 Carducci, un personaggio il cui nome ancora oggi \u00e8 ovunque: vie, istituti, libri di storia, ma soprattutto memoria. Da quella che appare una vita quasi perfetta emergono particolari sconosciuti, segreti mai confessati o forse solo lasciati in eredit\u00e0 in alcune righe dei suoi scritti, come enigmi da decifrare. Giosu\u00e8 Carducci \u00e8 il pi\u00f9 grande scrittore italiano dopo l\u2019unificazione nazionale. Nato a Val di Castello, in provincia di Lucca, il 27 luglio 1835, ebbe un\u2019enorme influenza sulla scuola italiana, formando migliaia di professori e insegnanti. Nel 1906 \u00e8 stato il primo italiano a ricevere il premio Nobel per la letteratura. Secondo molti, Carducci fu, con Garibaldi e Vittorio Emanuele II, uno dei principali artefici dell\u2019unificazione civile e morale della nuova Italia. Alcune delle poesie di Carducci sono tutt\u2019oggi tra le pi\u00f9 belle mai scritte, contenute in \u201cRime nuove\u201d e \u201cOdi barbare\u201d. In \u201cSan Martino\u201d, il poeta descrive un borgo della Maremma toscana in un\u2019atmosfera festosa nel giorno di San Martino, che segna la fine del lavoro nei campi, e che si contrappone alla malinconia dell\u2019autunno, denso di nebbia, che copre gli alberi spogli e secchi sui colli. Quasi un quadro impressionista, nel quale le pennellate di luce e colori sono sostituite da immagini e metafore. Ma la vita di questo grande uomo italiano \u00e8 costellata di momenti da chiarire, una serie di misteri fittissimi. Il padre Michele, un chirurgo appartenente alla Carboneria, costretto a cambiare continuamente residenza, si ferm\u00f2 per dieci anni a Bolgheri, frazione di Castagneto. Carducci in quei luoghi trascorse gli anni pi\u00f9 belli della sua vita. Poi, purtroppo, le cose cambiarono\u2026 La prima tragedia in casa Carducci esplose a Firenze, la sera del 26 luglio 1850. Giosu\u00e8 e il fratello Dante furono arrestati perch\u00e9 avevano aggredito il padre impugnando un ferro. Secondo un racconto della polizia datato 26 luglio, Michele Carducci aveva fatto arrestare i figli perch\u00e9 era contrario alle loro idee repubblicane, ma poi implor\u00f2 che rilasciassero il minore, Dante, meno colpevole. Giosu\u00e8 invece rimase rinchiuso: una punizione durissima per un adolescente, che comp\u00ec il suo quindicesimo compleanno in cella di forza, un\u2019esperienza terribile. Era stato arrestato per un conflitto politico e uno scontro fisico con il padre, su denuncia del padre stesso, nei confronti del quale matur\u00f2 un senso di risentimento che consegna a frasi famose: \u201cPrego Dio che perdoni il male che ha fatto a mia madre e a me.\u201d Dunque, abbiamo un Carducci che comprende di doversi dedicare allo studio per nascondere quell\u2019altro vero Giosu\u00e8 Carducci: il ribelle, il politico rivoluzionario, capace di scontrarsi col proprio padre. Giosu\u00e8 Carducci, un genio con un piede nello studio e un altro nella ribellione, un volto angelico ma dal profilo ombroso e complesso. Il conflitto col padre \u00e8 come quello con le istituzioni, la monarchia e lo Stato. In alcuni componimenti si rivolse alla madre, invocandola \u201cmadre e amica\u201d, l\u2019unica ad avere capito i suoi tormenti, e mai dedic\u00f2 una sola parola al padre\u2026 Il peggio, per\u00f2, doveva ancora succedere: la mattina del 6 novembre 1857, una disgrazia si abbatt\u00e9 sulla famiglia Carducci. Il fratello Dante venne infatti trovato accasciato sulle scale di casa: una lama di ferro chirurgico gli aveva trafitto un polmone e aveva raggiunto il cuore. Giosu\u00e8 scrisse che il fratello spir\u00f2 dopo un quarto d\u2019ora di sofferenze. Il magistrato non apr\u00ec mai un\u2019inchiesta, avallando la tesi del suicidio per delusione d\u2019amore, ma non venne effettuata alcuna autopsia n\u00e9 alcun rapporto ufficiale. Da alcune lettere si comprende che Giosu\u00e8 non seppe mai, o finse di non sapere, che il ferro si era conficcato nella schiena, e che quindi non poteva trattarsi di suicidio. La morte di Dante ancora oggi \u00e8 avvolta nel mistero (era forse il padre il vero colpevole?). Per Giosu\u00e8 questo fu solo il primo di una serie di lutti. Nel 1865 mor\u00ec a pochi mesi dalla nascita il suo primo figlio, Francesco (chiamato cos\u00ec in onore del poeta Francesco Petrarca). Il secondo figlio maschio, Dante (che portava il nome del fratello), mor\u00ec nel 1870 all\u2019et\u00e0 di tre anni, come ricorda nella poesia \u201cPianto antico\u201d: era il bambinetto che tendeva la pargoletta mano al dolce melograno dai bei vermigli fiori\u2026 \u00c8 il canto di tutte le creature, il dolore della perdita, antico e primordiale quanto lo \u00e8 l\u2019umanit\u00e0. Nell\u2019\u201cInno a Satana\u201d, scritto nel 1863 ma pubblicato due anni dopo, Carducci attraversa il massimo periodo di ribellione e anticlericalismo. La poesia \u00e8 il mezzo scelto dal Carducci per reagire attivamente nella societ\u00e0, considerando l\u2019arte uno strumento potentissimo di progresso sociale. Satana e la locomotiva sono per il poeta il simbolo del progresso che distrugger\u00e0 le disuguaglianze e le superstizioni sociali. Bench\u00e9 Carducci non abbia potuto prendere parte alla lotta per l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, con la poesia vuole combattere come i garibaldini fecero con la spada: una \u201cchitarronata\u201d, definita dallo stesso, che sostituisce la spada e che muove ai cambiamenti, al progresso, personificato dalla figura di Satana, che si contrappone alle false credenze religiose, che rendono gli uomini \u201cmolli\u201d, inerti, immobili, moralisti. La luce della ragione, la gioia di vivere, il progresso sono alla base dell\u2019\u201cInno\u201d, concepito come celebrazione della democrazia e della razionalit\u00e0. Ma tale tema del progresso sociale \u00e8 vivo nella produzione giovanile: quel treno visto come \u201cbello e orribile mostro\u201d in et\u00e0 adulta viene definito \u201cempio mostro\u201d. Nella poesia \u201cAlla stazione in una mattina d\u2019autunno\u201d, la vita moderna e il progresso tecnico sono sinonimi di vuotezza, tedio\u2026 Venuto meno l\u2019entusiasmo combattivo e polemico del giovane Carducci, dodici anni dopo lo stesso difende il mondo interiore travolto e stravolto dall\u2019industrializzazione. Questo atteggiamento \u00e8 ripreso da molti cantautori italiani illustri, tra cui Francesco De Andr\u00e9, che in \u201cCanzone di maggio\u201d contesta il sistema capitalistico, accusandolo di produrre sfruttamento e ingiustizie sociali e di manipolare le coscienze. Nella poesia del Carducci, il poeta ammette che, se l\u2019uomo vuole sopravvivere al cambiamento e alla tecnologia (aggiungerei io anche all\u2019intelligenza artificiale), non pu\u00f2 che abbandonarsi alla noia\u2026 Come a dire: riprendiamoci i nostri tempi, quelli dettati dal ritmo del nostro \u201cumano\u201d cervello, quelli dettati dalla natura della madre terra, fatta di cicli, attese, arrivi, partenze, in cui non \u00e8 importante il \u201cprodotto finito\u201d (simbolo del progresso), ma l\u2019individualit\u00e0, considerata unica e speciale in ogni sua parte. Carducci \u00e8 modernissimo, attualissimo, assolutamente indispensabile per la crescita culturale e umana di ognuno di noi. \u00c8 la storia di un uomo che attraversa sventure di ogni sorta, ma che rimane fedele a se stesso, che lotta continuamente contro i propri demoni, tenendoli a bada, cercando di realizzare un mondo pi\u00f9 equo attraverso la sua arte, mettendola a disposizione degli altri. \u00c8 un messaggio di speranza quello che ci lascia: un auspicabile futuro migliore del presente, un ritorno al nostro mondo interiore. E come canta Battiato: \u201csi pu\u00f2 sperare che il mondo torni a quote pi\u00f9 normali\u2026 che possa contemplare il cielo e i fiori, che non si parli pi\u00f9 di dittature\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ringrazio la redazione tutta del giornale digitale &#8216;<strong><em>U SCRUSCIU<\/em><\/strong> per avermi dato la possibilit\u00e0 di scrivere liberamente, aprire il mio cuore e manifestare le mie emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>di G. Dav\u00ec<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giosu\u00e8 Carducci, un personaggio il cui nome ancora oggi \u00e8 ovunque: vie, istituti, libri di storia, ma soprattutto memoria. Da quella che appare una vita quasi perfetta emergono particolari sconosciuti, segreti mai confessati o forse solo lasciati in eredit\u00e0 in alcune righe dei suoi scritti, come enigmi da decifrare. 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