{"id":2954,"date":"2025-11-21T19:02:00","date_gmt":"2025-11-21T18:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=2954"},"modified":"2025-12-07T23:55:13","modified_gmt":"2025-12-07T22:55:13","slug":"viaggio-tra-i-sapori-della-sicilia-dai-dolci-alle-specialita-salate-palermo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2025\/11\/21\/viaggio-tra-i-sapori-della-sicilia-dai-dolci-alle-specialita-salate-palermo\/","title":{"rendered":"Viaggio tra i sapori della Sicilia: dai dolci alle specialit\u00e0 salate (Palermo)"},"content":{"rendered":"\n<p>La Sicilia \u00e8 un territorio ricco di specialit\u00e0 culinarie: ogni provincia ha la propria pietanza tipica o la propria versione di un piatto diffuso in tutta la regione. La ricchezza e la variet\u00e0 della cucina siciliana sono legate alla storia dell\u2019isola dove sono arrivati i pi\u00f9 diversi popoli (fenici, greci e romani, arabi, normanni, francesi e spagnoli) le cui culture si sono intrecciate, creando una realt\u00e0 unica nel panorama mondiale. Questa fusione di culture \u00e8 evidente nell\u2019architettura e nell\u2019arte, nella lingua, nelle tradizioni e anche nella gastronomia i cui sapori sono una ricca combinazione di influenze mediterranee sia nei dolci, come i cannoli, la cassata e la granita, sia nei piatti salati, come le arancine, la caponata, la pasta con le sarde.<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziamo dunque un viaggio tra i sapori della Sicilia provincia per provincia. In questo articolo ci occuperemo di Palermo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PALERMO-la regina dello stree<\/strong>t <strong>food<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Palermo \u00e8 la culla del moderno street food: nato come cibo per i lavoratori e i poveri, il cibo di strada palermitano \u00e8 diventato una tradizione gastronomica amata, simbolo della citt\u00e0 e della sua storia. Passeggiando per le vie di Palermo si deve assolutamente assaggiare l\u2019arancina (rigorosamente al femminile per i palermitani), una palla di riso, rivestita con uno strato di pangrattato e uovo sbattuto, fritta e farcita con rag\u00f9, mozzarella e piselli, la cui origine probabilmente risale agli arabi che erano soliti mangiare riso e zafferano condito con erbe e carne. L\u2019invenzione dell\u2019impanatura, che assicurava una buona conservazione del riso e del condimento, nonch\u00e9 una facile trasportabilit\u00e0, risalirebbe all\u2019et\u00e0 di Federico II quando si cercava un modo per portare con s\u00e9 l\u2019arancina durante i viaggi o le battute di caccia. Di questa pietanza esistono numerose varianti: le pi\u00f9 diffuse sono quella alla carne (con rag\u00f9 e piselli), quella al burro (con mozzarella, prosciutto e besciamella) e quella agli spinaci (con spinaci e mozzarella). Esistono anche arancine dolci, preparate con il cacao e coperte di zucchero, ma vengono cucinate solo in occasione della festa di Santa Lucia.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre all\u2019arancina i cibi classici dello street food palermitano sono il pane con <em>panelle <\/em>e <em>crocch\u00e9<\/em>, un panino morbido ripieno di frittelle di ceci e crocchette di patate, lo <em>sfincione<\/em>, una focaccia alta e soffice condita con pomodoro, cipolla, acciughe e formaggio, il <em>pane ca\u2019 meusa<\/em>, un panino farcito con milza di vitello bollita e soffritta nello strutto, che si pu\u00f2 mangiare <em>schietto<\/em>, con sale, pepe e limone, o <em>maritato<\/em>, con caciocavallo o ricotta. Concludono le prelibatezze di strada palermitane le <em>stigghiole<\/em>, spiedini di budella di agnello conditi con prezzemolo e cotti sulla brace, la cui origine risale all\u2019et\u00e0 greca.<\/p>\n\n\n\n<p>Palermo, per\u00f2, non \u00e8 solo la regina dello street food, \u00e8 anche la capitale dei dolci che sono numerosi e vari.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pi\u00f9 famoso \u00e8 il cannolo, una cialda croccante ripiena di ricotta di pecora mista a zucchero e arricchita da gocce di cioccolato o da granella di pistacchio o da canditi. L\u2019antenato del cannolo risalirebbe all\u2019et\u00e0 romana: Cicerone, infatti, scrive che, durante un suo viaggio in Sicilia, sarebbe rimasto colpito da &#8220;un tubo di farina ripieno di morbida crema di latte&#8221;. Secondo la tradizione il dolce siciliano sarebbe stato creato a Caltanissetta dalle donne dell\u2019harem, mentre la tradizione pi\u00f9 accreditata ne attribuisce l\u2019invenzione alle suore del Convento di Santa Maria di Monte Oliveto a Palermo. Le monache, nel periodo di carnevale, avrebbero preparato uno scherzo, riempiendo una vasca di ricotta e sostituendo i rubinetti con la scorza dei cannoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro celebre dolce palermitano \u00e8 la cassata, considerata il tipico dolce pasquale: di origine araba, il nome deriverebbe dall\u2019arabo&nbsp;<em>quas\u2019at<\/em>, ha subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli sino a divenire un dolce ricco, a base di pan di spagna, ripieno di ricotta di pecora e canditi, ricoperto da una glassa chiara decorata con frutta candita variopinta.<\/p>\n\n\n\n<p>A Palermo, inoltre, \u00e8 stata inventata la frutta di Martorana, dolce tipico della Festa dei Morti. Secondo la leggenda, nel XII secolo, in un giorno di fine ottobre il re decise di visitare il convento di Santa Maria dell&#8217;Ammiraglio (fondato dall\u2019aristocratica Eloisa Martorana e pertanto detto anche convento della Martorana) che era famoso per il suo splendido giardino. In autunno per\u00f2 tutti gli alberi erano spogli. Le monache, allora, decisero di appendere agli alberi dei dolci a base di mandorle e miele, appena inventati dalla suora cuciniera. L\u2019impasto di tali dolci era facile da lavorare e pertanto ai dolcetti venne data la forma di vari frutti che furono colorati e appesi agli alberi del giardino. Il re si accorse dell\u2019inganno solo quando volle assaggiare un frutto, ma perdon\u00f2 le suore dopo aver gustato il magnifico sapore del dolce che il Gran Cancelliere propose di chiamare \u201cpasta reale\u201d, perch\u00e9 cos\u00ec buona da essere proprio degna di un re.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la lista dei dolci palermitani \u00e8 infinita: infatti a Palermo vi \u00e8 un dolce per ogni festa e anche per ogni ora della giornata. Per esempio, la colazione si fa con la brioche col \u201ctuppo\u201d accompagnata dalla granita di caff\u00e8 o di limone; il 19 marzo si festeggia con la <em>sfincia<\/em> di San Giuseppe, una frittella cotta nello strutto e poi farcita con crema di ricotta, gocce di cioccolato, pistacchi tritati, ciliegie e scorze d\u2019arancia candite; a Natale, insieme agli altri dolci tradizionali, si mangiano i <em>buccellati<\/em>, biscottini di pasta frolla farciti con fichi secchi, mandorle, uva passa e cioccolato.<\/p>\n\n\n\n<p>Assaggiare i piatti della cucina palermitana, dunque, consente di immergersi in un mondo di sapori, colori e profumi che possono stuzzicare il palato delle persone pi\u00f9 diverse.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Sicilia \u00e8 un territorio ricco di specialit\u00e0 culinarie: ogni provincia ha la propria pietanza tipica o la propria versione di un piatto diffuso in tutta la regione. 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