{"id":3571,"date":"2025-12-15T00:01:00","date_gmt":"2025-12-14T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=3571"},"modified":"2025-12-15T23:32:19","modified_gmt":"2025-12-15T22:32:19","slug":"ai-e-scienza-come-lintelligenza-artificiale-sta-cambiando-la-ricerca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2025\/12\/15\/ai-e-scienza-come-lintelligenza-artificiale-sta-cambiando-la-ricerca\/","title":{"rendered":"AI e scienza: come l\u2019intelligenza artificiale sta cambiando la ricerca"},"content":{"rendered":"\n<p>La ricerca scientifica \u00e8 sempre stata un processo complesso che richiede anni di studio, esperimenti e verifiche per arrivare a nuove scoperte. Negli ultimi anni, per\u00f2, l\u2019intelligenza artificiale, rischia di stravolgere questo equilibrio. A distanza di qualche anno dall\u2019uscita di ChatGPT l\u2019interesse per il mondo dell\u2019intelligenza artificiale \u00e8 esploso. La sua espansione sta gradualmente permeando anche la ricerca, modificando e \u201csemplificando\u201d il suo laborioso procedimento, entrando nei laboratori e cambiando il modo di fare scienza. Tuttavia, il suo impatto su ogni campo desta preoccupazione per la mancanza di cooperazione nella creazione di un approccio che metta l&#8217;uomo al centro e che mantenga la scienza come un bene pubblico globale. Come osserva Yamine Ait-Ameur, capo del dipartimento digitale e matematico dell\u2019ANR, sebbene l\u2019agenzia non adotti direttamente l\u2019AI per le proprie indagini, \u00e8 cosciente dell\u2019impossibilit\u00e0 di impedirne l\u2019impiego diffuso nella comunit\u00e0 scientifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un cambiamento sostanziale anche\u00a0 nella ricerca di informazione online: i motori di ricerca come Google stanno integrando l\u2019intelligenza artificiale generativa. Questa, infatti, non fornisce una lista di link, bens\u00ec d\u00e0 risposte sintetiche ma approfondite, frutto dell\u2019elaborazione di diverse fonti. \u00c8 innegabile che gli strumenti dell\u2019intelligenza artificiale possano produrre risultati migliori di quelli degli esseri umani; tuttavia, non essendo noi al passo con la sua velocit\u00e0 di elaborazione, spesso non siamo in grado di spiegarne i risultati in modo affidabile. Ad esempio, Google DeepMind ha recentemente annunciato lo sviluppo di, \u201cAI Co-Scientist\u201d, un assistente virtuale sofisticato progettato per affiancare i ricercatori e accelerare i tempi di scoperta di nuove teorie scientifiche. Rispetto ai motori di ricerca tradizionali, questo sistema \u00e8 in grado di individuare nessi tra le ricerche differenti, sintetizzare argomenti difficili e avanzare proposte inedite autonomamente. L\u2019aspetto pi\u00f9 innovativo, per\u00f2, \u00e8 la sua capacit\u00e0 di replicare la struttura stessa del metodo scientifico. Nonostante le sue grandi capacit\u00e0, il Co-Scientist (o qualsiasi intelligenza artificiale) non pu\u00f2 sostituire gli scienziati, ma li affianca come strumento di supporto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il contributo dell\u2019uomo resta insostituibile: spetta infatti ai ricercatori analizzare gli output dell\u2019AI per confermarne la validit\u00e0, ideare le prove sperimentali necessarie e garantire il rigoroso rispetto dei principi etici.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intelligenza artificiale, quindi, pu\u00f2 avere risvolti negativi sulla ricerca, ma i suoi vantaggi potrebbero rivelarsi altrettanto innegabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ricerca scientifica \u00e8 sempre stata un processo complesso che richiede anni di studio, esperimenti e verifiche per arrivare a nuove scoperte. 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