{"id":3775,"date":"2026-01-15T00:02:00","date_gmt":"2026-01-14T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=3775"},"modified":"2026-01-18T23:16:02","modified_gmt":"2026-01-18T22:16:02","slug":"gibellina-il-dolore-la-memoria-la-voglia-di-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2026\/01\/15\/gibellina-il-dolore-la-memoria-la-voglia-di-futuro\/","title":{"rendered":"Gibellina: il dolore, la memoria, la voglia di futuro"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel gennaio 1968 un violento terremoto scosse la Valle del Belice, nella Sicilia occidentale, provocando una delle catastrofi naturali pi\u00f9 drammatiche della storia recente italiana. La sequenza di terremoti inizi\u00f2 nel pomeriggio del 14 gennaio, con diverse scosse forti che causarono gi\u00e0 i primi danni agli edifici e allarmarono la popolazione. Alle 3:01 del mattino, una scossa devastante di magnitudo 6.4 sulla scala Richter, sconvolse il territorio, concentrandosi in particolare nella provincia di Trapani; una sequenza di scosse sismiche di forte intensit\u00e0, avvertite anche nelle province di Agrigento e Palermo, continu\u00f2 poi a colpire numerosi comuni nei giorni successivi, causando circa 300 vittime e lasciando decine di migliaia di persone senza casa. Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago furono completamente distrutte, ma molti altri centri subirono danni immensi al patrimonio edilizio. Le operazioni di soccorso furono immediatamente difficoltose: le vie di comunicazione erano interrotte, le macerie ostruivano le strade e molte zone rimasero a lungo isolate. Il freddo invernale e la dimensione dell\u2019emergenza resero ancora pi\u00f9 complicato l\u2019intervento dei soccorritori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il processo di ricostruzione fu lungo e complesso. In molti casi gli abitanti furono costretti ad abbandonare i loro paesi originari per ricostruirli in luoghi pi\u00f9 sicuri, come nel caso di Gibellina Nuova, costruita ad alcuni chilometri di distanza dal luogo in cui sorgeva la citt\u00e0 distrutta.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto alla ricostruzione urbanistica, nacque anche un forte fermento culturale: Gibellina divenne un punto di riferimento per progetti artistici e di <em>land art,<\/em> volti a ricordare la tragedia e a celebrare la resilienza della comunit\u00e0. Una delle opere pi\u00f9 significative \u00e8 il \u201cCretto di Burri\u201d, un\u2019imponente opera d\u2019arte realizzata sulle rovine della vecchia Gibellina che simboleggia il tessuto urbano spezzato dal terremoto e la memoria collettiva di quella ferita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il seme della cultura come strumento di elaborazione della tragedia continua a dare frutti importanti: proprio oggi, infatti, si inaugura <em>\u201cPortami il futuro\u201d, <\/em>il programma di eventi di Gibellina Capitale 2026 dell&#8217;Arte Contemporanea. Sono previsti concerti, mostre, proiezioni video e molto altro, con l&#8217;obiettivo di valorizzare la vocazione mediterranea della citt\u00e0 e lo spazio pubblico come luogo di partecipazione e consapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-1 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<p class=\"has-accent-color has-text-color has-link-color wp-elements-b351fbd71dcf54748c18257557738e2b\"><strong>PODCAST DI LORENZO MICALE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Podcast-Articolo-Gibellina-2.mp3\"><\/audio><\/figure>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel gennaio 1968 un violento terremoto scosse la Valle del Belice, nella Sicilia occidentale, provocando una delle catastrofi naturali pi\u00f9 drammatiche della storia recente italiana. 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