{"id":3892,"date":"2026-02-05T15:21:47","date_gmt":"2026-02-05T14:21:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=3892"},"modified":"2026-02-06T21:31:03","modified_gmt":"2026-02-06T20:31:03","slug":"chiacchiere-frappe-o-bugie-tanti-nomi-per-un-solo-dolce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2026\/02\/05\/chiacchiere-frappe-o-bugie-tanti-nomi-per-un-solo-dolce\/","title":{"rendered":"CHIACCHIERE, FRAPPE O BUGIE? TANTI NOMI PER UN SOLO DOLCE"},"content":{"rendered":"\n<p>Chiamatele frappe, bugie, cenci o galani: il nome cambia di regione in regione, ma la ricetta resta la stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per preparare questi dolci croccanti basta creare una pasta all\u2019uovo con farina, zucchero, uova e burro. Successivamente bisogna stenderla con l\u2019utilizzo del mattarello per rendere la sfoglia pi\u00f9 sottile e tagliare la pasta in piccole strisce che poi verranno fritte in olio bollente. Infine, dopo averle fritte, si possono cospargere di zucchero a velo, ricoprire con il cioccolato o con il miele oppure con un liquore particolare detto \u201calchermes\u201d. Ma alcuni le preparano ripiene!<\/p>\n\n\n\n<p>Le chiacchiere, come abbiamo detto prima, possono avere diversi nomi in base alla regione in cui sono preparate, in Liguria sono chiamate \u201cBugie\u201d, in Toscana sono dette \u201cCenci\u201d, a Roma prendono il nome di \u201cFrappe\u201d e infine troviamo i \u201cCrostoli\u201d in Friuli e i \u201cGalani\u201d in Veneto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante la ricetta base sia quasi uguale nelle varie regioni, il carattere del dolce emerge nei dettagli della forma e in alcuni ingredienti specifici. In Piemonte, ad esempio, le &#8220;Bugie&#8221; si distinguono per la dimensione ridotta, la tipica forma a rombo e per il ripieno di marmellata o cioccolato. Un ingrediente che pu\u00f2 variare \u00e8 il liquore: a Bologna le \u201csfrappole\u201d vengono preparate con l\u2019anice, in Toscana con il vinsanto, in Veneto la grappa e al Sud viene utilizzato il limoncello. Un&#8217;altra differenza la troviamo nelle tecniche di cottura, oltre alla classica frittura nell&#8217;olio, \u00e8 molto diffusa la cottura al forno per chi preferisce una variante pi\u00f9 leggera.<\/p>\n\n\n\n<p>Le origini di questo dolce sono estremamente antiche e affondano le proprie radici nell\u2019epoca dell\u2019Antica Roma. Durante i Saturnali, festivit\u00e0 celebrata sia in et\u00e0 repubblicana sia in et\u00e0 imperiale che ricordano il nostro Carnevale, le donne romane preparavano i \u201cFrictilia\u201d, chiamati cos\u00ec perch\u00e8 fritti nel grasso di maiale, e li servivano in strada durante i festeggiamenti. La scelta di ingredienti poveri e accessibili come uova, farina e zucchero permetteva di produrne quantit\u00e0 enormi con una spesa minima, garantendo scorte che arrivavano a coprire l&#8217;intero periodo della Quaresima. Infatti, a differenza di altri dolci, le chiacchiere si possono conservare pi\u00f9 a lungo in un luogo fresco e asciutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Esiste per\u00f2 una seconda versione legata alla nascita del loro nome attuale. La leggenda napoletana racconta che la Regina Margherita di Savoia, in un piacevole momento di conversazione con i suoi ospiti, chiese al suo cuoco di fiducia di preparare un dolce che accompagnasse quel momento di convivialit\u00e0. Da qui sarebbe nato il nome di \u201cChiacchiere\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiamatele frappe, bugie, cenci o galani: il nome cambia di regione in regione, ma la ricetta resta la stessa. 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