{"id":4220,"date":"2026-03-26T00:02:00","date_gmt":"2026-03-25T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=4220"},"modified":"2026-03-28T00:29:44","modified_gmt":"2026-03-27T23:29:44","slug":"usanze-antiche-e-moderne-come-cambiano-i-costumi-nel-tempo-parte-seconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2026\/03\/26\/usanze-antiche-e-moderne-come-cambiano-i-costumi-nel-tempo-parte-seconda\/","title":{"rendered":"USANZE ANTICHE E MODERNE: COME CAMBIANO I COSTUMI NEL TEMPO (parte seconda)"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Rinascimento segn\u00f2 per la moda una vera rivoluzione: l&#8217;Italia divent\u00f2 il centro del mondo e le grandi corti dettarono le regole dello stile. Con la nascita di una borghesia ricca, il desiderio di apparire belli si diffuse ovunque: le scollature delle donne diventarono pi\u00f9 ampie e i corsetti diventarono aderenti e misero in evidenza il corpo. Si diffuse la passione per i cosmetici, per i profumi e per le acconciature elaborate con parrucche o trecce finte. L&#8217;ideale di bellezza dell&#8217;epoca era la pelle chiarissima e i capelli biondi o rossi. Figure iconiche come Isabella d&#8217;Este, Lucrezia Borgia e Caterina de\u2019 Medici diventarono dei veri modelli di stile a cui ispirarsi. Gli uomini preferivano la sobriet\u00e0, indossavano lunghe toghe nere o, per i gradi pi\u00f9 alti, il \u201c<em>cremesino\u201d<\/em>, una toga rossa pregiata. Non mancavano preziosi mantelli e cappelli di varie forme.<\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente nacquero tessuti spettacolari come i \u201c<em>diaspri\u201d<\/em>, i \u201c<em>damaschi\u201d<\/em>, i \u201c<em>velluti\u201d <\/em>e i \u201c<em>broccati\u201d<\/em>, spesso decorati con fili d&#8217;oro. Inoltre, grazie ai commerci con l\u2019Asia e l\u2019Africa, arrivarono nuovi filati e stoffe stampate che arricchirono ancora di pi\u00f9 le possibilit\u00e0 dei sarti dell\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dal 1.500, la moda europea divent\u00f2 ricca di decorazioni come \u201c<em>legacci\u201d<\/em>, \u201c<em>gorgiere\u201d <\/em>e \u201c<em>passamanerie\u201d<\/em>. Le donne delle corti vivevano una vera e propria sfida fisica in nome dell&#8217;eleganza. I corsetti e i busti erano strettissimi, tanto da imprigionare il torace e il seno. Sulle spalle comparvero gli \u201c<em>sbuffi\u201d<\/em>. Le maniche potevano essere strette e lunghe, ma col passare del tempo si accorciarono, arricchendosi di pizzi e merletti raffinati. Un elemento molto importante di quest\u2019epoca \u00e8 la \u201c<em>faldiglia\u201d <\/em>o \u201c<em>guardinfante\u201d<\/em>, una struttura rigida e larga che si indossava sotto la gonna e che poi prender\u00e0 il nome di \u201c<em>crinolina\u201d<\/em>. Inizialmente era nata per proteggere la gravidanza; poi si svilupp\u00f2 come una vera tendenza stilistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l&#8217;epoca illuminista, l&#8217;abbigliamento maschile divenne pi\u00f9 razionale e sobrio. Al contrario, la moda femminile esplose nella frivolezza. Non erano pi\u00f9 solo le nobili a vestirsi bene, ma anche le &#8220;signore&#8221; della nuova borghesia che frequentavano salotti e teatri. Le scollature diventarono pi\u00f9 appariscenti e nacquero grandi soprabiti detti \u201c<em>andrienne\u201d<\/em>. La Francia aveva introdotto la<em> \u201cpiece d\u2019estomach\u201d<\/em>, una pettorina ricamata che nascondeva il corsetto e i grandi soprabiti si ridussero in aderenti giacche chiamate<em> \u201cpet en l\u2019air\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La fine dei privilegi nobiliari e il trionfo della borghesia portarono a una vera rivoluzione anche nel modo di vestire, mirata ad una maggiore semplicit\u00e0. Prima della Rivoluzione Francese andavano di moda abiti complessi. Con la Rivoluzione francese nacque l\u2019<em>\u201cHabit-chemise\u201d<\/em>, la pettorina e la gonna vennero tagliate su un unico pezzo di tessuto. Alcune donne rivoluzionarie, rifiutarono le sottogonne pesanti e il busto, cercando una forma di liberazione dal controllo sociale del corpo femminile, che per secoli era stato letteralmente &#8220;imprigionato&#8221; da regole rigidissime. Anche nell\u2019abbigliamento maschile si punt\u00f2 ad una maggiore semplicit\u00e0. Gli uomini abbandonarono i calzoni al ginocchio e iniziarono ad indossare i calzoni lunghi fino al piede. Si inizi\u00f2 ad utilizzare anche la giacca detta \u201c<em>carmagnola\u201d <\/em>e cos\u00ec nacque l\u2019abito<em> \u201calla finanziera\u201d<\/em>, simbolo della nuova borghesia. I colori diventarono scuri e sobri.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra la fine dell\u2019Ottocento e l\u2019inizio della Prima Guerra Mondiale, l\u2019Europa vive l\u2019epoca della Belle Epoque, in cui spopol\u00f2 lo stile Liberty. La moda femminile cambi\u00f2 obiettivo: non voleva pi\u00f9 nascondere il corpo, ma esaltarlo seguendo una linea a \u201cS\u201d, che metteva in risalto il seno e il fondoschiena. I corsetti accentuavano le forme, la vita era sempre stretta e l\u2019abito era costituito da una gonna lunga e da una giacca su misura: nacque cos\u00ec il \u201c<em>tailleur\u201d<\/em>. Si accese la competizione tra le prime grandi case di moda, le \u201c<em>maison\u201d<\/em>, per creare vestiti perfetti per la vita all\u2019aria aperta, con gonne alla caviglia e decorazioni eleganti come nastri e pizzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la Prima Guerra Mondiale, lo stile di vita divent\u00f2 pi\u00f9 dinamico e la moda si semplific\u00f2. Sotto l\u2019influenza di scuole come il Bauhaus, gli abiti diventarono pi\u00f9 armoniosi e meno carichi di decorazioni. Grandi sarti come Paul Poiret iniziarono a creare abiti semplici, privi di corpetto, casacche, gonne semplici e pantaloni alla turca. Inoltre, l\u2019Europa era sotto la forte influenza nipponica che ha creato uno stile chiamato \u201c<em>Japanisme\u201d<\/em>, ispirato alle decorazioni orientali e forme ispirate al kimono.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la fine della Seconda Guerra Mondiale, il cambiamento divenne ancora pi\u00f9 netto: nacque lo stile &#8220;<em>\u00e0 la gar\u00e7onne<\/em>&#8220;, con donne dai capelli corti e abiti di ispirazione maschile. In questo scenario emerse Coco Chanel, che divenne un\u2019icona mondiale creando vestiti eleganti ma incredibilmente comodi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel secondo dopoguerra, l&#8217;influenza americana port\u00f2 inizialmente verso una moda pi\u00f9 industriale e standardizzata, ma l&#8217;Europa reag\u00ec presto con una nuova ondata di eleganza. Il protagonista assoluto di questa rinascita fu Christian Dior, che nel 1947 lanci\u00f2 il &#8220;New Look&#8221;: un&#8217;immagine di donna moderna caratterizzata da una vita strettissima e gonne ampie e impeccabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1951, una storica sfilata di Firenze diede avvio ufficialmente al Made in Italy, simbolo di una raffinatezza che univa alta qualit\u00e0 sartoriale e libert\u00e0 di movimento. Con il boom economico, l&#8217;eleganza non fu pi\u00f9 un&#8217;esclusiva dei nobili: nacque il \u201c<em>pr\u00eat-\u00e0-porter\u201d<\/em>, la moda &#8220;pronta da indossare&#8221;, che dagli anni &#8217;70 port\u00f2 le collezioni degli stilisti nelle grandi citt\u00e0 del mondo attraverso sfilate che divennero veri e propri eventi mediatici.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra la fine degli anni &#8217;60 e gli anni &#8217;70, la rivoluzione studentesca e i movimenti Hippy trasformarono radicalmente il modo di vestire, rendendolo un simbolo di ribellione. Si affermarono i \u201c<em>Blue Jeans\u201d<\/em>, nati originariamente a Genova come tessuto marinaro ligure, i camicioni indiani e uno stile volutamente &#8220;povero&#8221; in contrasto con il capitalismo. In questo clima di libert\u00e0, la stilista Mary Quant invent\u00f2 la minigonna, resa celebre dalla giovanissima modella Twiggy, mentre stilisti come Yves Saint Laurent iniziarono a portare lo stile di strada nell&#8217;alta moda, facendosi influenzare dalla musica Rock e dalla Pop Art.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni &#8217;80, l&#8217;Italia divenne la protagonista assoluta della moda mondiale. Accanto a nomi storici come Valentino e Gucci, si affermarono grandissimi stilisti come Giorgio Armani e Gianni Versace, seguiti da icone come Prada, Dolce &amp; Gabbana e Moschino. Fu il decennio del ritorno al lusso e al glamour, incarnato dalle celebri &#8220;Big Six&#8221;, le supermodelle come Naomi Campbell e Claudia Schiffer, che diventarono vere e proprie star mondiali, portando il Made in Italy sulla vetta del successo internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine del XX secolo, il sistema della moda entr\u00f2 in una fase di profonda trasformazione. Se da un lato il dominio dei grandi marchi aveva portato a una &#8220;democratizzazione&#8221; dello stile, rendendo i look pi\u00f9 simili tra loro, dall&#8217;altro nacquero identit\u00e0 giovanili molto forti. La moda non cercava pi\u00f9 solo l&#8217;esclusivit\u00e0, ma divent\u00f2 un linguaggio per mostrare l&#8217;appartenenza a un gruppo: l&#8217;abbigliamento si fuse con il corpo stesso attraverso tatuaggi e piercing, vissuti come accessori permanenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, negli ultimi anni, hanno iniziato a emergere anche i lati oscuri del settore, come l&#8217;impatto ambientale e lo sfruttamento della manodopera. In risposta a questo modello troppo materialista, si sta diffondendo una nuova sensibilit\u00e0 legata alla sostenibilit\u00e0: nascono le culture del riciclo e del riuso, il recupero del vintage e l&#8217;uso di tessuti naturali. Oggi, grazie anche all&#8217;e-commerce, la moda si sposta verso nicchie di mercato dove le persone condividono valori e stili di vita, cercando di ritrovare originalit\u00e0 in un mondo sempre pi\u00f9 omologato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Rinascimento segn\u00f2 per la moda una vera rivoluzione: l&#8217;Italia divent\u00f2 il centro del mondo e le grandi corti dettarono le regole dello stile. Con la nascita di una borghesia ricca, il desiderio di apparire belli si diffuse ovunque: le scollature delle donne diventarono pi\u00f9 ampie e i corsetti diventarono aderenti e misero in evidenza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":38,"featured_media":4262,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22,27],"tags":[],"class_list":["post-4220","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-musica-spettacolo","category-curiosita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4220"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-json\/wp\/v2\/users\/38"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4220"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4220\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4221,"href":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4220\/revisions\/4221"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4262"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4220"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4220"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4220"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}