{"id":430,"date":"2024-11-18T00:03:00","date_gmt":"2024-11-17T23:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=430"},"modified":"2024-11-20T12:29:54","modified_gmt":"2024-11-20T11:29:54","slug":"il-futuro-delle-coltivazioni-le-duplicazioni-colturali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2024\/11\/18\/il-futuro-delle-coltivazioni-le-duplicazioni-colturali\/","title":{"rendered":"IL FUTURO DELLE COLTIVAZIONI: LE DUPLICAZIONI COLTURALI"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019economia basata sull\u2019agricoltura e l\u2019allevamento risale a circa 12.000 anni fa e segna il passaggio tra la fine del Paleolitico (caratterizzato da un\u2019economia di sussistenza basata su caccia e raccolta) e l\u2019inizio del Neolitico. La \u201cdomesticazione delle piante\u201d, ossia la riproduzione controllata di specie vegetali, si trasform\u00f2 col tempo da attivit\u00e0 di sussistenza a una fiorente attivit\u00e0 economica, grazie al miglioramento delle tecniche, quali aratura, concimazione, irrigazione, e al miglioramento genetico delle specie coltivate.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo miglioramento genetico fu inizialmente realizzato selezionando le piante che in natura apparivano migliori, coltivandole e modificandole geneticamente attraverso gli incroci. Intorno agli anni \u201950 del secolo scorso si verific\u00f2 la cosiddetta \u201crivoluzione verde\u201d, un aumento della produzione agricola senza precedenti nella storia dell\u2019umanit\u00e0. Questo progresso fu reso possibile dal miglioramento delle tecnologie e delle conoscenze, dall\u2019uso di combustibili fossili, dalla meccanizzazione, dall\u2019industria chimica e dall\u2019applicazione di modificazioni genetiche. Tuttavia, la rivoluzione verde comport\u00f2 anche la perdita della biodiversit\u00e0 agricola, a causa dell\u2019uso intensivo di prodotti chimici, diserbanti e insetticidi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il miglioramento genetico attraverso la mutagenesi e gli incroci richiedeva decenni, soprattutto per le specie arboree. Tuttavia, grazie alla ricerca e alle tecniche avanzate di ingegneria genetica, si \u00e8 arrivati alla creazione e all\u2019uso di organismi geneticamente modificati (OGM).<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi stiamo vivendo l\u2019alba di una seconda rivoluzione agricola, basata sull\u2019idea che la genetica delle specie vegetali possa essere modificata in tempi molto pi\u00f9 rapidi. Senza addentrarmi in dettagli scientifici complessi, aggiungo che questa manipolazione genetica \u00e8 stata resa possibile dallo sviluppo di tecniche di biologia molecolare, che hanno permesso la creazione di nuove variet\u00e0 in tempi brevi.Il 99% della superficie coltivata con piante geneticamente modificate \u00e8 concentrata in Stati Uniti, Brasile, Argentina, Canada, India e Cina. In Europa, invece, le coltivazioni OGM (prevalentemente mais) sono limitate a soli cinque Paesi: Spagna, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Portogallo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il miglioramento genetico viene anche definito &#8220;miglioramento partecipativo&#8221;, in quanto coinvolge la collaborazione tra agricoltori e ricercatori, sia nei centri di ricerca che nei campi agricoli. Agli agricoltori viene fornito materiale genetico contenente specie vegetali ottenute da incroci e miscele, e il processo viene sperimentato in diverse localit\u00e0 con caratteristiche climatiche e agronomiche differenti. Ci\u00f2 consente un continuo ricambio di variet\u00e0 e promuove la creazione di agrobiodiversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Un esempio interessante \u00e8 rappresentato dall\u2019oca, un tubero tradizionale che costituisce l\u2019alimento base per circa 10 milioni di persone che abitano le Ande. Grazie alla biotecnologia (nello specifico, la tecnica della coltura in vitro), uno studente peruviano riusc\u00ec a riprodurre una pianta completamente priva di un virus congenito, raddoppiandone la produzione. Tuttavia, tale successo iniziale riguardava solo una variet\u00e0 specifica, poich\u00e9 ciascuna zona agroecologica possiede variet\u00e0 uniche, adattate al clima, al suolo e all\u2019altitudine locali. Successivamente, un ricercatore raccolse diverse variet\u00e0 di oca da varie zone e ne cre\u00f2 versioni prive di virus, restituendole ai rispettivi territori di origine. Questa strategia si rivel\u00f2 un metodo poco costoso e molto efficace per ridurre la povert\u00e0 e migliorare la sicurezza alimentare.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019aumento costante della popolazione mondiale, stimata a circa 10 miliardi di persone entro il 2050, e la conseguente necessit\u00e0 di maggiori quantit\u00e0 di cibo, \u00e8 fondamentale che la ricerca tecnologica continui a evolversi per incrementare la produzione agricola.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come sar\u00e0 l\u2019agricoltura del futuro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019agricoltore del futuro sar\u00e0 innovativo e aperto al cambiamento, un imprenditore in grado di gestire un\u2019agricoltura sempre pi\u00f9 rilevante dal punto di vista sociale e culturale. L\u2019agricoltura<\/p>\n\n\n\n<p>tradizionale, pur non scomparendo, dovr\u00e0 convivere con nuovi modelli produttivi realizzati in ambienti controllati, utilizzando sistemi ad alta tecnologia, colture fuori suolo e biotecnologie per la produzione di alimenti alternativi, come cibi ottenuti da cellule coltivate.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni anni fa, il film d\u2019animazione Wall-E, prodotto dalla Disney Pixar, raccontava la storia di un robottino spazzino incaricato di ripulire una Terra abbandonata dall\u2019umanit\u00e0 e sommersa dai rifiuti. Il film si conclude con il ritorno degli uomini sul pianeta e con la nascita di una piantina tra migliaia di rifiuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse quel film rappresenta il futuro. Forse \u00e8 un ammonimento a riflettere sul nostro attuale stile di vita e sul progresso che abbiamo costruito spesso a discapito di Madre Natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">di G. Dav\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019economia basata sull\u2019agricoltura e l\u2019allevamento risale a circa 12.000 anni fa e segna il passaggio tra la fine del Paleolitico (caratterizzato da un\u2019economia di sussistenza basata su caccia e raccolta) e l\u2019inizio del Neolitico. 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