{"id":4693,"date":"2026-05-18T23:39:48","date_gmt":"2026-05-18T21:39:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=4693"},"modified":"2026-05-20T22:02:51","modified_gmt":"2026-05-20T20:02:51","slug":"viaggio-tra-i-sapori-della-sicilia-dai-dolci-alle-specialita-salate-agrigento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2026\/05\/18\/viaggio-tra-i-sapori-della-sicilia-dai-dolci-alle-specialita-salate-agrigento\/","title":{"rendered":"Viaggio tra i sapori della Sicilia dai dolci alle specialit\u00e0 salate (Agrigento)"},"content":{"rendered":"\n<p>Agrigento \u00e8 una delle province siciliane pi\u00f9 conosciute, nota soprattutto per la Valle dei Templi, patrimonio UNESCO, ma anche, come tutti i territori siciliani, per i suoi cibi tradizionali. D\u2019altronde la citt\u00e0 dei templi \u00e8 circondata da rigogliosi paesaggi agricoli fra cui spiccano quelli caratterizzati dalla presenza di ulivi centenari e di mandorli. A questi ultimi \u00e8 addirittura dedicata una festa, quella del \u201cmandorlo in fiore\u201d che celebra la bellezza della primavera e i valori universali della pace e della fratellanza tra i popoli.<\/p>\n\n\n\n<p>La cucina agrigentina presenta una vasta variet\u00e0 di tradizioni dovuta sia alle influenze delle diverse dominazioni sia alla diversit\u00e0 fra le varie zone della provincia che offrono prodotti differenti: infatti sulla costa la gastronomia \u00e8 legata al pesce, mentre nell\u2019entroterra le produzioni principali sono i frutti dell\u2019agricoltura come, per esempio, le arance di Ribera, l\u2019uva di Canicatt\u00ec, le olive e l\u2019olio di Caltabellotta.<\/p>\n\n\n\n<p>Un piatto antico e gustoso, diffuso in tutta la Sicilia, ma considerato la pietanza tipica del paese di Raffadali (detto appunto <em>u paisi du maccu<\/em>) \u00e8 il <em>maccu ri favi<\/em>, una crema densa che si prepara con le fave secche o fresche, inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T.) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. L\u2019origine del piatto risale al tempo degli antichi Greci e Romani: nella commedia \u201cLe rane\u201d, il commediografo greco Aristofane rappresenta Eracle che, per ritemprarsi, mangia un piatto a base di fave schiacciate che, probabilmente, sarebbe proprio la pietanza di Raffadali. Infatti il termine \u201c<em>maccu<\/em>\u201d deriva dal latino \u201cmaccare\u201d che significa \u201cschiacciare\u201d. Il <em>maccu<\/em> \u00e8 un piatto povero, ma molto nutriente, della cucina contadina, realizzato con una cottura prolungata delle fave a cui vengono aggiunte verdure varie, solitamente bietole, ma anche finocchietto selvatico o altre verdure di stagione. La crema cos\u00ec ottenuta, servita con il solo condimento di olio extravergine di oliva, viene consumata come minestra o piatto unico.&nbsp;A Raffadali questa pietanza viene tradizionalmente preparata e degustata in occasione della \u201cFesta della Madonna del Rosario\u201d, nel mese di ottobre, mentre in molte altre parti della Sicilia si gusta il 19 marzo, in occasione della festa di San Giuseppe.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019agrigentino, invece, San Giuseppe viene onorato con la preparazione della cosiddetta \u201cminestra di san Giuseppe\u201d, una zuppa a base di ingredienti poveri, e cio\u00e8 legumi (fave, fagioli, ceci, lenticchie) e verdure (sedani, carote, cipolle, cardi, bietole), cotta su fuoco a legna all\u2019interno dei <em>callaruna<\/em>,degli enormi pentoloni, e arricchita con la pasta. Secondo la tradizione, la minestra veniva preparata in gran quantit\u00e0 dalle famiglie che avevano ricevuto una grazia e offerta alle persone pi\u00f9 bisognose.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda i dolci, nella zona di Agrigento si pu\u00f2 gustare <em>\u2018u cciarduni<\/em>, un&nbsp;cilindro di pasta frolla coperto di granella di&nbsp;mandorle tostate e riempito con crema di ricotta a cui vengono aggiunte scaglie di cioccolato.&nbsp;Simile, ma dal sapore molto diverso, al pi\u00f9 famoso <em>cannolo<\/em>, \u00e8 il dolce tipico della cittadina di Bivona, la cui economia era legata alla pastorizia, grazie alla quale si produceva la ricotta, e ai mandorleti del territorio. Purtroppo non si sa l\u2019origine del <em>cciarduni<\/em>, anche se alcuni studiosi lo hanno voluto collegare al <em>cialdone<\/em>, dolce toscano (di cui era particolarmente ghiotto Lorenzo de\u2019 Medici che addirittura gli dedic\u00f2 un componimento) che per\u00f2 ha una pasta molto pi\u00f9 sottile ed \u00e8 ripieno di panna e non di ricotta.<\/p>\n\n\n\n<p>La cucina agrigentina, come le altre tradizioni culinarie siciliane, si conferma un mosaico di sapori che fonde influenze storiche e prodotti della terra, trasformando la semplicit\u00e0 in eccellenza gastronomica. Dalla cremosit\u00e0 del <em>maccu<\/em> di Raffadali alla dolcezza del <em>cciarduni <\/em>di Bivona, il viaggio tra i sapori dell&#8217;agrigentino celebra il legame profondo tra storia, devozione e territorio, legame che rende la tavola un patrimonio culturale vivo e condiviso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agrigento \u00e8 una delle province siciliane pi\u00f9 conosciute, nota soprattutto per la Valle dei Templi, patrimonio UNESCO, ma anche, come tutti i territori siciliani, per i suoi cibi tradizionali. D\u2019altronde la citt\u00e0 dei templi \u00e8 circondata da rigogliosi paesaggi agricoli fra cui spiccano quelli caratterizzati dalla presenza di ulivi centenari e di mandorli. 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