{"id":4720,"date":"2026-05-26T00:04:00","date_gmt":"2026-05-25T22:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/?p=4720"},"modified":"2026-05-25T21:46:37","modified_gmt":"2026-05-25T19:46:37","slug":"a-scuola-imparo-e-divento-grande-la-mente-in-azione-e-il-valore-didattico-del-nostro-laboratorio-di-cucina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.einaudipareto.it\/uscrusciu\/2026\/05\/26\/a-scuola-imparo-e-divento-grande-la-mente-in-azione-e-il-valore-didattico-del-nostro-laboratorio-di-cucina\/","title":{"rendered":"A scuola imparo e divento grande: la mente in azione e il valore didattico del nostro laboratorio di cucina"},"content":{"rendered":"\n<p>Cosa succede quando la scuola offre uno spazio in cui la creativit\u00e0 si mescola con l&#8217;autonomia, la didattica e la cooperazione per dare vita a qualcosa di delizioso da gustare insieme? La risposta \u00e8 racchiusa nella formula&nbsp; del progetto <em>\u201cA scuola imparo e divento grande\u201d<\/em> coordinato dalle docenti specializzate Maria Antonella Failla, G. Valentina Salanitro, e dalle assistenti all\u2019autonomia Domenica Lo Russo e Rosa Caruso.Un laboratorio di cucina dedicato agli alunni con disabilit\u00e0 del nostro Istituto, che giorno 16\/05\/2026 ha vissuto il suo emozionante momento conclusivo alla presenza del Dirigente Scolastico Maria Rita Di Maggio, della F. S. per il Sostegno e l\u2019Inclusione Maria Gambino, dei genitori, dei docenti specializzati e degli assistenti riuniti in Auditorium.<\/p>\n\n\n\n<p>Un percorso intenso e formativo che, da dicembre fino a maggio, ha visto i ragazzi impegnati ogni marted\u00ec per tre ore e che al di l\u00e0 dei preparati culinari ha sviluppato un progetto pedagogico rigoroso, volto a stimolare competenze cognitive e relazionali profonde. Alla base del progetto laboratoriale \u00e8 stata posta l\u2019idea di&nbsp; dare ai ragazzi uno spazio e un tempo dedicati allo sviluppo di apprendimenti e abilit\u00e0 legate non solo alla manualit\u00e0 richiesta dal \u201csaper fare\u201d tra i fornelli ma anche al &#8220;saper essere\u201d all\u2019interno di un gruppo per produrre un risultato insieme. Hanno imparato cos\u00ec a suddividere tra loro le operazioni da eseguire, a condividere lo spazio nelle aree di lavoro, a rispettare i turni di lavorazione e le sequenze, ad osservare le regole di igiene in cucina indossando correttamente guanti, cuffia e grembiule, a rimettere a posto ogni cosa utilizzata per le preparazioni. Hanno cio\u00e8 appreso importanti abilit\u00e0 e capacit\u00e0 trasversali da applicare anche in contesti diversi e non solo in cucina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cuore pulsante di questo laboratorio \u00e8 stato il suo alto valore didattico, focalizzato sul concetto chiave del &#8220;pensare prima di agire&#8221;. L&#8217;attivit\u00e0 non \u00e8 mai stata una mera esecuzione meccanica, ma un percorso di consapevolezza.Prima di toccare qualsiasi ingrediente, la ricetta nasceva nella mente dei ragazzi. Attraverso brevi sessioni iniziali di brainstorming, gli alunni venivano stimolati a verbalizzare e immaginare il processo. Successivamente, l&#8217;utilizzo di schede illustrate permetteva di visualizzare gli ingredienti e la sequenza delle operazioni da compiere. Questo approccio ha stimolato fortemente il pensiero astratto e la pianificazione cognitiva: i ragazzi, prima di mettersi all&#8217;opera, sapevano gi\u00e0 cosa fare, individuando in autonomia gli utensili necessari e gli ingredienti da prelevare dalla dispensa. Per facilitare questo processo di interiorizzazione, sono state selezionate ricette semplici ed eseguibili, pensate specificamente per poter essere memorizzate con facilit\u00e0 e replicate autonomamente negli incontri successivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro importante obiettivo didattico ha riguardato la gestione delle quantit\u00e0, resa accessibile attraverso una forte personalizzazione degli strumenti per dare risalto e centralit\u00e0 a un &#8220;saper fare&#8221; concreto e inclusivo. Per ridurre l&#8217;ansia da prestazione legata alla precisione della misurazione e incoraggiare l&#8217;autonomia, la matematica della cucina \u00e8 stata &#8220;tradotta&#8221; a misura di ciascun ragazzo. I pi\u00f9 abili si sono misurati con la complessit\u00e0 della bilancia elettronica, mentre per altri si \u00e8 optato per strumenti pi\u00f9 pratici e immediati: il cucchiaio, la tazza, il bicchiere. Questa strategia ha abbattuto le barriere della difficolt\u00e0 oggettiva, trasformando un potenziale momento di frustrazione in un esercizio di successo. L&#8217;obiettivo a lungo termine \u00e8 prezioso: dare ai ragazzi la sicurezza necessaria per replicare le ricette anche a casa da soli, potenziando la loro autonomia nella vita quotidiana. Ma la didattica del laboratorio ha abbracciato anche l&#8217;educazione al rispetto e alla cura del bene comune. Cucinare significa anche assumersi la responsabilit\u00e0 del proprio spazio di lavoro e al termine di ogni attivit\u00e0 erano i ragazzi stessi a occuparsi del riordino e della pulizia del laboratorio. Questo rituale non ha solo sviluppato sane abitudini all\u2019ordine ma ha generato un forte legame affettivo e di appartenenza con l&#8217;ambiente scolastico, vissuto ora come uno spazio proprio, da rispettare e custodire.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo bagaglio di competenze, obiettivi e finalit\u00e0 \u00e8 stato condiviso con le parti coinvolte. Dopo i ringraziamenti istituzionali a chi ha collaborato alla realizzazione di tutto ci\u00f2, la presentazione dei risultati e la proiezione di un emozionante video reportage<strong>,<\/strong> curato dalla docente Claudia Cacocciola, \u00e8 avvenuta la consegna dei cappelli da chef e dei diplomi di &#8220;Chef dell&#8217;Istituto&#8221;, accolti con gioia dai ragazzi che hanno espresso con orgoglio le proprie opinioni. Il culmine della giornata \u00e8 arrivato con la visita dei locali del laboratorio da parte dei genitori intervenuti, ai quali sono stati offerti due dolci al cioccolato e dei piccoli salatini, preparati dai ragazzi poco prima del loro arrivo come prova tangibile delle abilit\u00e0 di organizzazione e&nbsp; di lavoro di squadra raggiunte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo percorso ha trovato la sua sintesi perfetta nel titolo stesso del progetto: <em>&#8220;A scuola imparo e divento grande&#8221;<\/em>. \u00c8 un nome che racchiude una promessa e una verit\u00e0 profonda: non si smette mai di diventare pi\u00f9 grandi tutte le volte che ci misuriamo con nuove difficolt\u00e0 e le superiamo. E questo non riguarda solo i nostri ragazzi. \u00c8 un insegnamento che parla anche a noi adulti \u2014 docenti, assistenti, famiglie \u2014 ogni volta che impariamo a fare un passo indietro per lasciare spazio alla loro autonomia, ogni volta che ci impegniamo ad abbattere quelle barriere che ostacolano gli obiettivi, scoprendo che l&#8217;inclusione \u00e8 un cammino di crescita&nbsp; e fiducia reciproca. Alla fine di questa emozionante giornata lasciamo ai nostri nuovi chef e alle loro famiglie un augurio e una promessa: quella di \u201ctagliare un nuovo nastro\u201d e riavviare questo splendido laboratorio il prossimo anno scolastico, pronti a superare insieme nuove, entusiasmanti sfide.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>di prof.ssa Maria Antonella Failla<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa succede quando la scuola offre uno spazio in cui la creativit\u00e0 si mescola con l&#8217;autonomia, la didattica e la cooperazione per dare vita a qualcosa di delizioso da gustare insieme? La risposta \u00e8 racchiusa nella formula&nbsp; del progetto \u201cA scuola imparo e divento grande\u201d coordinato dalle docenti specializzate Maria Antonella Failla, G. 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