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PILLOLE DI SCIENZA

Artemis II – Il rientro

Immagine in evidenza tratta dal web

La missione lunare Artemis II si è conclusa con successo nella notte tra venerdì 10 e sabato 11 aprile 2026. La capsula Orion, rinominata per l’occasione Integrity, ha effettuato lo splashdown nell’Oceano Pacifico alle ore 17:07 locali, dopo aver percorso oltre un milione di chilometri in dieci giorni di navigazione. L’equipaggio -composto dal comandante Reid Wiseman, dal pilota Victor Glover e dagli specialisti Christina Koch e Jeremy Hansen-  ha segnato il ritorno dell’uomo verso la Luna dopo quasi 54 anni di assenza. Grazie alla presenza del canadese Hansen, la missione ha ufficialmente aperto l’esplorazione dello spazio profondo alle nazioni partner: Hansen è infatti la prima persona non statunitense a lasciare l’orbita bassa terrestre dai tempi del programma Apollo.

Durante il sesto giorno di missione, il 6 aprile, gli astronauti hanno stabilito un nuovo record di distanza dalla Terra raggiungendo i 406.771 km, superando così il primato storico di  Apollo 13.  Il volo ha seguito una traiettoria di “ritorno libero” che ha permesso di effettuare un flyby ravvicinato a circa 6.545 km dalla superficie lunare. In questa fase, l’equipaggio ha potuto osservare regioni mai esplorate prima e studiare la topografia del terminatore, raccogliendo dati cruciali sull’illuminazione del polo sud. Durante l’osservazione sono stati individuati e nominati due nuovi crateri, denominati Integrity e Carroll (in onore della capsula e della defunta moglie del comandante Wiseman); i nomi saranno ora sottoposti alla valutazione dell’Unione Astronomica Internazionale.

Nonostante l’enorme successo scientifico e tecnico, la missione è rimasta di natura preparatoria. La NASA ha recentemente riorganizzato i piani futuri per garantire la massima sicurezza: la missione Artemis III, inizialmente prevista per l’allunaggio, è stata trasformata in un ulteriore test in orbita terrestre programmato per la metà del 2027 . L’obiettivo sarà collaudare l’attracco tra la Orion e lo Human Landing System prodotto da SpaceX o Blue Origin. Il salto tecnologico necessario per la discesa è stato infatti giudicato troppo rischioso senza un collaudo preventivo del lander nello spazio; per questo motivo, il ritorno fisico dell’uomo sulla Luna è stato ufficialmente posticipato ad Artemis IV.

Il nuovo traguardo per l’allunaggio è fissato per la metà del 2028: Artemis IV porterà finalmente sulla Luna la prima donna e la prima persona di colore, insieme a un astronauta europeo di nazionalità tedesca. Questo percorso di espansione verso la presenza umana stabile sul satellite continuerà poi con le missioni successive, tra cui Artemis VI, che vedrà la partecipazione di un astronauta italiano nel terzo sbarco sulla superficie lunare. Questa strategia graduale punta a consolidare le tecnologie di volo e di permanenza nello spazio profondo, utilizzando i dati raccolti da Artemis II per preparare le future generazioni all’esplorazione di Marte.

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