Continuiamo il nostro viaggio nelle isole della penisola italiana, dove storia millenaria e tradizioni vive si intrecciano con paesaggi di rara bellezza. Ecco un percorso attraverso sette isole minori che raccontano l’anima più autentica del nostro Paese.
Isola d’Elba
È la più grande dell’arcipelago toscano e porta il peso della storia con orgoglio: fu prigione dorata di Napoleone Bonaparte tra il 1814 e il 1815 e le sue residenze imperiali — Villa dei Mulini e Villa San Martino — sono oggi musei visitati da migliaia di turisti ogni anno insieme con le fortificazioni erette da Cosimo I de’ Medici nel Cinquecento. Ma l’Elba è anche terra di miniere di ferro sfruttate sin dall’antichità, che hanno plasmato l’identità operaia e marinara dei suoi abitanti. Ogni anno, la domenica che precede la Pentecoste, nel paese di Capoliveri, importante centro di produzione mineraria fino alla seconda metà dell’Ottocento, un gruppo di uomini in costume percorre le vie del centro storico del paese, intonando la “Romanza del Cavatore” per ricordare le fatiche dei minatori, i numerosi caduti sul lavoro e le lotte per rivendicare migliori condizioni di vita. Sempre a Capoliveri, ogni 14 luglio, vi è la rievocazione storica in costume della leggenda della storia d’amore tra i due giovani Lorenzo e Maria, ambientata nel ‘500 e conclusasi tragicamente con la morte di entrambi. La giornata si conclude con un torneo, la “Disfida della ciarpa”, tra i quattro rioni dell’isola.
Procida
Capitale Italiana della Cultura nel 2022, Procida è la più piccola delle isole campane abitate e forse la più autentica. Ha infatti mantenuto la sua cultura legata al mare, nonostante sia diventata molto famosa grazie alla letteratura e al cinema: qui infatti soggiornò la grande scrittrice Elsa Morante, autrice de “L’isola di Arturo”, ambientata proprio a Procida, e qui sono stati girati “Il postino”, l’ultimo film di Massimo Troisi, e alcune scene de “Il talento di mr. Ripley”, con Matt Damon. D’altronde l’isola presenta panorami mozzafiato, un mare cristallino e spiagge scenografiche, perfette come set cinematografici. Da Procida, inoltre, attraverso un ponte pedonale, è possibile raggiungere l’isoletta di Vivara, di origine vulcanica, come è chiaramente evidenziato dalla sua forma a mezzaluna. Vivara rappresenta un inestimabile tesoro archeologico, i suoi primi frequentatori furono addirittura i Micenei, e biologico, poiché è oggi un’area marina protetta che custodisce una preziosissima biodiversità. Procida però non offre solo bellezze naturali, la processione del Venerdì Santo è considerata una delle più suggestive del Meridione: i Misteri — tavole rappresentative delle parole scritte nel Vecchio Testamento e nel Vangelo, realizzate con vari materiali poveri— e varie statue, fra cui quella della Madonna addolorata e quella del Cristo morto, vengono portati in spalla per le strade dell’isola tra canti funebri e fedeli in costume da penitenti, secondo un rito che si tramanda da oltre quattrocento anni e che commuove ancora oggi.
Arcipelago della Maddalena
Oltre sessanta isole e isolotti nel cuore del Mediterraneo, al confine tra la Sardegna e la Corsica, l’arcipelago della Maddalena è uno dei parchi nazionali marini più importanti d’Europa: in un paesaggio suggestivo per morfologia e flora, dove diporto, pesca e immersioni sono consentite ma solo con autorizzazione, è possibile incontrare il delfino tursiope, anche in gruppi di trenta esemplari, la tartaruga caretta caretta, il gabbiano corso e il marangone dal ciuffo. L’unico centro abitato dell’arcipelago è La Maddalena dove, oltre a godere di spiagge da sogno, è possibile visitare il Museo Archeologico Navale “Nino Lamboglia” in cui è conservata la nave romana naufragata presso l’isola di Spargi nel II sec. a.C. Come si legge nel sito del Ministero della Cultura, l’«elemento centrale dell’allestimento è la ricostruzione in scala naturale dello spaccato dello scafo della nave di Spargi, con 202 anfore, che esemplifica il sistema di stivaggio», ma sono esposti anche «i reperti della dotazione di bordo e dell’equipaggio, [che] forniscono interessanti dati sull’organizzazione del commercio navale romano» e vasi da mensa di produzione campana che, insieme alle anfore, costituivano il carico del relitto.
Oltre a La Maddalena, vale la pena visitare l’isola di Caprera che è sede dei centri di educazione ambientale e di ricerca sui cetacei e dei musei mineralogico e del Mare in cui sono esposti minerali, fossili, sabbie, conchiglie, flora e fauna. Ma Caprera è legata soprattutto alla memoria di Giuseppe Garibaldi, che vi visse e morì: la sua casa-museo è un pellegrinaggio civile per chi vuole toccare con mano le radici del Risorgimento italiano.
Infine, anche se da lontano, perché, a causa del suo fragile ecosistema, non è consentito ancorarsi, né fare il bagno né calpestarne l’arenile, si può ammirare quello che è considerato il gioiello dell’arcipelago: Budelli, famosa per le sue acque turchesi e soprattutto per la spiaggia Rosa, la cui colorazione deriva dallo sbriciolamento di un microrganismo rosa (la miniacinia miniacea) che vive nella posidonia all’interno di gusci e conchiglie, trasportato a riva dalle correnti. Qui, nel 1964, il famoso regista Michelangelo Antonioni girò la scena della favola della bambina in ‘Deserto Rosso’, immortalando la natura del luogo.
San Pietro e Sant’Antioco
Le due isole del Sulcis, nel sud-ovest della Sardegna, condividono origini antichissime: Sant’Antioco fu colonia fenicia e poi cartaginese e il suo museo archeologico conserva reperti unici provenienti dall’abitato, dalla necropoli e dal tofet, il santuario funerario per i bambini. L’isola, collegata alla terraferma da un ponte, vive di pesca, ma è famosa anche per la lavorazione del bisso, la cosiddetta “seta del mare“, una fibra tessile marina rarissima e preziosa, chiamata così per analogia col nome del tessuto sottilissimo di lino, diffusa nell’antico Egitto, tra i fenici e i Romani e prodotta dai filamenti del mollusco Pinna nobilis, oggi quasi estinto e protetto. La sua lavorazione artigianale sopravvive quasi esclusivamente a Sant’Antioco grazie alla maestra Chiara Vigo. Sia Sant’Antioco sia San Pietro furono ripopolate nel Settecento da famiglie genovesi che, a causa delle tensioni con la popolazione locale, dovettero lasciare Tabarca, in Tunisia, dove si erano inizialmente trasferiti. I loro discendenti parlano ancora oggi il tabarchino, un dialetto ligure sopravvissuto intatto per tre secoli.
Asinara
Nel nord-ovest della Sardegna, l’Asinara porta i segni di una storia recente e dolorosa: fu carcere di massima sicurezza fino al 1997, dopo essere stata lazzeretto e campo di prigionia durante la Prima guerra mondiale. Oggi è parco nazionale e riserva marina. L’isola è famosa per i suoi asinelli bianchi albini, animali simbolo di un territorio che ha saputo reinventarsi dopo decenni di isolamento forzato, diventando un Parco Nazionale e un’area marina protetta dove è possibile vivere esperienze creative e piacevoli il cui fine è educare alla conservazione della biodiversità e del paesaggio.
Tavolara
Imponente monolite calcareo che si alza per 565 metri sul mare di Olbia, Tavolara è una delle curiosità geopolitiche d’Italia: è infatti conosciuta come “il più piccolo regno del mondo”. Secondo la tradizione, Carlo Alberto di Savoia, giunto nell’isola alla ricerca delle capre dai denti d’oro (probabilmente i denti erano ingialliti a causa dell’elicriso, il geranio selvatico locale), nominò il suo unico abitante, Giuseppe Bertoleoni, re dell’isola. I suoi discendenti sono oggi gli unici residenti e custodi del luogo.
Dagli anni ’90 del Novecento, ogni estate, la spiaggia di Tavolara ospita il “Festival Cinema Tavolara”, rassegna cinematografica all’aperto di risonanza nazionale che unisce cultura contemporanea e paesaggio mozzafiato.
Le sette isole descritte nell’articolo dimostrano che l’Italia minore non ha nulla di piccolo. Sono frammenti di terra emersa che custodiscono tradizioni intatte, dialetti antichi e una natura che resiste al tempo. Visitarle non significa solo fare una vacanza al mare, ma compiere un viaggio dentro l’anima più vera del Mediterraneo, dove ogni scoglio ha una storia da raccontare che porta con sé il respiro dei secoli.
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