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L’URAGANO MILTON: un monito per tutti noi

Uragano Milton (immagine tratta dal web)

Lo scorso ottobre l’uragano Milton, una tempesta di categoria 5, ha colpito la Florida, causando gravi danni e allagamenti. Formatosi nel Golfo del Messico, si è abbattuto sulle zone occidentali della Florida, compresa la regione di Tampa. L’impatto è stato devastante: almeno 23 persone hanno perso la vita, numerose altre sono rimaste ferite e più di 3 milioni di abitazioni sono rimaste senza elettricità. Il passaggio dell’uragano ha anche bloccato i trasporti locali, i voli sono stati cancellati e migliaia di residenti hanno dovuto lasciare le loro case. I danni complessivi superano i 30 miliardi di dollari, numerose abitazioni sono state distrutte, le aree urbane della Florida centrale si sono allagate e, a causa dei forti venti, il tetto del Tropicana Field, lo stadio della squadra di baseball dei Tampa Bay Rays che doveva essere adibito a rifugio per gli eventuali sfollati, è stato divelto come se fosse stato di carta.

In questi ultimi anni anche in Italia abbiamo assistito a fenomeni catastrofici simili a quello che ha colpito la Florida: ad esempio, nel 2023 l’Emilia Romagna venne investita da una tempesta che provocò grandi inondazioni, la distruzione di coltivazioni e allevamenti e persino la morte di alcune persone. Lo stesso fenomeno si è ripetuto a distanza di poco più di un anno: nel settembre del 2024 sulla regione sono caduti 350 mm di pioggia che hanno causato l’esondazione di quattro fiumi e l’allagamento di vari comuni (dati tratti da “Alluvione in Romagna – settembre 2024” in www.legambiente.emiliaromagna.it).

Uragani e tempeste sono sempre esistiti, ma da alcuni anni sono diventati molto più violenti e frequenti. Secondo gli scienziati, ciò è dovuto al cambiamento climatico: infatti, come si legge sul sito del Centro Informazioni Regionale delle Nazioni Unite, “con l’aumento delle temperature si rileva una maggiore umidità che accentua le precipitazioni estreme e le inondazioni, causando temporali sempre più devastanti. Anche la frequenza e l’estensione delle tempeste tropicali, cicloni, uragani e tifoni, sono influenzate dal riscaldamento delle acque superficiali oceaniche. Si tratta di tempeste capaci di distruggere intere comunità, causando enormi perdite umane ed economiche” (“Effetti del cambiamento climatico”, in unric.org).

Pertanto i governi dovrebbero impegnarsi molto per evitare questi fenomeni, ma anche noi, singolarmente, possiamo acquisire delle buone abitudini in modo da prevenire il peggio. Basterebbe ridurre il consumo di energia elettrica in casa, utilizzare i mezzi pubblici o i veicoli elettrici per spostarci, acquistare ciò che ci serve davvero, evitando gli sprechi e scegliendo i prodotti delle aziende che utilizzano le risorse in maniera responsabile. Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo contribuire a tutelare il nostro pianeta.  

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