La questione femminile in Iran è oggetto di attenzione e di discussione internazionale, per il riconoscimento dei diritti delle donne. Il ruolo della donna è pensato all’interno della società solo per concepire, partorire, accudire e curare bambini ed anziani. Il loro lavoro è concepito solo in funzione della riproduzione dei loro corpi, necessario alla sopravvivenza della popolazione. Dal 1979 in poi, le donne hanno ottenuto dei miglioramenti nella sfera dei diritti e della pianificazione familiare, pur senza scuotere in maniera strutturale le fondamenta patriarcali della cultura islamica iraniana. Con l’inizio del XXI secolo arrivano al potere forze conservatrici e la società diventa più intollerante, attribuendo le cause della denatalità e dell’invecchiamento della popolazione all’emancipazione femminile; vengono quindi avviate azioni repressive attraverso la polizia morale. Nell’agosto del 2022 è stata promulgata la legge “Hijab e Castità”; essa ribadiva l’obbligo del velo in tutti i posti di lavoro, sia pubblici che privati, attivando anche tecnologie di riconoscimento facciale per identificare donne che non indossavano il velo o che lo portavano in maniera impropria. In questo periodo avvengono le prime infrazioni e sono molteplici i casi in cui il governo interviene con la polizia morale. Tra questi casi, c’è quello di Jina Mahsa Amini uccisa perché indossava in modo non corretto il velo. Amini, diventa il simbolo di una rivolta sociale; la sua uccisione ha dato vita al movimento noto come “Donna Vita Libertà”, in cui le manifestanti protestano non solo “contro” la repressione violenta della polizia morale ma anche “per” ottenere più diritti. Lo stato di subordinazione all’uomo e le libertà negate, compresa quella di lavorare, portano il movimento ad allargarsi, ottenendo la solidarietà e la partecipazione di tante donne nel mondo che, come azione dimostrativa di rivolta e di ribellione, iniziano a tagliarsi i capelli. Mahsa Amini, scuote le coscienze di uomini e donne nel mondo che vogliono continuare a lottare per il riconoscimento delle libertà delle donne in Iran.
“Le donne iraniane protestano: il simbolo di Mahsa Amini e la repressione”
Immagine in evidenza tratta dal web
Emily Asciutto
La tua sensibilità ed inclinazione alle problematiche sociali più rilevanti ed emergenti evidenzia una maturità e un senso critico spiccati,oltre a delle ottime competenze linguistiche e giornalistiche.
Complimenti!!
Daniela
Complimenti Filippo!
Paola Maniscalco
Bravissimo Filippo
Patrizia Siragusa
Bravo Filippo, hai scelto un argomento molto interessante e mi piace pure come l’hai scritto. Bravo! Bravo! ❤️❤️❤️❤️❤️❤️ ❤️❤️
Francesco
Grande Filippo
antonino maggio
Complimenti il nostro Grande Filippo
Amalia
Antonino Maggio
Grande Filippo