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Teatro Politeama: “Capaci di donare” una giornata dedicata alla legalità e alla solidarietà 

Al teatro Politeama di Palermo, lo scorso 19 maggio, la parola “sangue” ha smesso di essere il tragico racconto di una ferita aperta per trasformarsi in speranza e rinascita. In un ideale passaggio di testimone, il ricordo del sangue versato dai martiri vittime della mafia – come i giudici Falcone e Borsellino con le loro scorte e il giudice Livatino – si è trasformato nell’impegno civile del sangue donato, un gesto che celebra la vita. La manifestazione “Capaci di donare”, organizzata dal Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) dell’assessorato regionale della Salute, ha radunato una nutrita rappresentanza di  scuole superiori siciliane. Tra queste, hanno preso parte all’evento le classi quinte del Duca Abruzzi Einaudi  Pareto. 

La manifestazione si è aperta con i saluti delle autorità. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, si è rivolto ai giovani ricordando come la legalità non sia un concetto astratto, ma debba essere uno stile di vita quotidiano basato sul  rispetto delle regole e sulla solidarietà verso i più fragili. Un concetto ribadito poco dopo anche dal sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. In particolare, Schifani, nel ricordare le stragi mafiose, ha sottolineato l’importanza delle leggi introdotte per  colpire i patrimoni dei clan. Il presidente ha poi rivolto un messaggio profondo ai giovani siciliani, soffermandosi sul tema dell’emigrazione e rivendicando il loro diritto di poter costruire il  proprio futuro nella terra d’origine, senza essere costretti a cercare opportunità altrove, allontanandosi dagli affetti più cari. Ha inoltre sottolineato il suo impegno affinché le nuove generazioni possano restare in Sicilia, creando condizioni concrete di crescita, lavoro e speranza per il futuro dell’isola. Tra i presenti all’evento c’erano anche Marcello Giovanni Li Vigni, delegato dal Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, il rettore dell’Università Massimo Midiri, Laura Battaglia (vice questore aggiunto), rappresentanti della Prefettura,  Maria Luisa Ventura, direttrice del Centro Regionale Sangue della Sicilia .Un momento di forte pragmatismo è stato fornito dall’intervento del dottor Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dasoe, che, a margine della manifestazione, ha acceso i riflettori sulla sensibilizzazione delle giovani generazioni: la donazione di sangue non può essere un atto emotivo legato ad una emergenza ma deve diventare una sana abitudine. Con questa giornata, ci ha consegnato il testimone della bellezza della vita esortandoci a fare altrettanto con le generazioni che verranno dopo di noi ed a prendere sin da adesso la vita nelle nostre mani per farne un capolavoro.  Dal palco del teatro è stato  così lanciato un appello: durante i mesi estivi si assiste purtroppo ad una flessione delle donazioni ma il sangue è un bene necessario 365 giorni l’anno e il bisogno di sangue non va in vacanza. Per questo, nascerà presto un’app per snellire la burocrazia e prenotare le donazioni. Dalla necessità di reclutare donatori di sangue, il discorso si è esteso alla donazione degli organi. A dare forza a questo messaggio è stata la testimonianza della giovane Vita, tra le prime, parecchi anni fa, a ricevere un trapianto di fegato all’Ismett di Palermo. Oggi la giovane donna conduce una vita normale, testimoniando come la morte di qualcuno può trasformarsi in un nuovo inizio per altri. Un altro focus sul campo dell’emergenza è stato curato da Fabio Genco,  responsabile del 118 di Palermo, che ha ribadito la necessità di formare i cittadini al primo soccorso, una competenza che può salvare molte vite. L’emozione si è fatta poi tangibile con lo spettacolo teatrale “L’ultima estate. Falcone e Borsellino 30 anni dopo”, messo in scena dalla compagnia KNK (acronimo di “Chi nicchi e nacche”, un detto siciliano che significa ‘ma che c’entra?). La piece, scritta da Claudio Fava e diretta da Chiara Callegari, ha raccontato gli ultimi anni di vita dei due magistrati, interpretati dagli attori Simone Luglio  e Giovanni Santangelo (nei panni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino). Attraverso i loro dialoghi intimi, il pubblico ha incontrato non solo gli eroi ma anche gli uomini con le loro paure, il loro coraggio e la loro profonda amicizia.

La rappresentazione ha toccato da vicino gli studenti presenti, riuscendo a far comprendere  quanto grande sia stato il sacrificio di questi due uomini siciliani e quanto sia importante custodirne l’esempio ancora oggi. Ma la memoria da sola non basta. Per non dimenticare, come suggerisce il titolo stesso dell’evento, occorre essere ‘Capaci di donare’ soprattutto nel quotidiano, in modo da costruire insieme una società più sana, libera e profondamente umana. 

di prof.ssa Tiziana Gulotta con la collaborazione di Laura Pia Mattina e Giulia Piraino

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