La ricetta dei Crozzi ‘i Mottu (Ossa di morti)
Ingredienti:
500 gr di farina 00
600 gr di zucchero bianco
150 ml di acqua
un cucchiaino di cannella in polvere
un cucchiaino di chiodi di garofano macinati
Procedimento:
In un pentolino riscaldare l’acqua e aggiungere lo zucchero poco alla volta, spegnendo il fuoco prima che l’acqua inizi a bollire. In un recipiente mescolare la farina, la cannella e i chiodi di garofano, aggiungendo lo sciroppo ottenuto da acqua e zucchero e impastare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo, liscio e sodo. Iniziare a lavorare la pasta con le mani, ottenendo un filone spesso 2 cm. Tagliare il filone a tocchetti di 3-4 cm e dare a ciascun tocchetto la forma di un osso.
Posizionare i biscotti ottenuti in una teglia precedentemente rivestita di carta da forno a una distanza di 5 cm l’uno dall’altro. Coprire i biscotti con uno strofinaccio e lasciare asciugare per 2-3 giorni. Il terzo giorno i biscotti avranno un colorito biancastro.
Bagnare la basedelle ossa di morto con acqua e trasferirli su una teglia rivestita con carta da forno bagnata.
Mettere in forno preriscaldato a 180° per 10-15 minuti, affinché lo zucchero all’interno delle ossa di morto, sciogliendosi, tenda a formare una base caramellata di colore scura e dura, creando un contrasto con la parte superiore biancastra e friabile. Una volta completata la cottura, estrarre la teglia dal forno e lasciare che le ossa di morto si raffreddino prima di consumarle.
La ricetta dei Tetù o Catalani
Ingredienti per la pasta:
500 gr di farina 00
Un pizzico di bicarbonato
Un uovo
Un pizzico di sale
150 gr di zucchero bianco
Semi di un baccello di vaniglia
150 gr di strutto
150 gr di mandorle pelate e tritate finemente
Latte q.b.
Ingredienti per la glassa:
250 gr di zucchero a velo
2 albumi
2 cucchiai e mezzo di cacao amaro
Procedimento:
Dopo avere setacciato la farina con un pizzico di bicarbonato, unire gli altri ingredienti e amalgamarli incorporando, poco per volta il latte necessario, fino a ottenere un composto sufficientemente morbido. A questo punto, ricavare delle palline e posizionarle su una teglia precedentemente imburrata o foderata di carta da forno. Successivamente mettere in forno preriscaldato a 170° per circa 30 minuti.
Per la glassa: in una ciotola battere gli albumi e unirli allo zucchero a velo setacciandolo. Mescolare energicamente con una frusta per una decina di minuti finché si otterrà una crema densa senza grumi. Per ottenere una glassa scura, in una ciotola separata, unire il cacao e amalgamare per qualche minuto.
Sfornare i biscotti, farli intiepidire, spennellarli con le glasse preparate in precedenza per ottenere biscotti color cioccolato e biscotti bianchi, rimettere in forno a 150° per altri 5 minuti.
La ricetta della “frutta di Martorana”
La ricetta della Martorana o pasta reale, ci viene tramandata dalle suore benedettine del convento della Martorana di Palermo, da cui prende il nome. Oggi chi la prepara si sbizzarrisce a creare varie forme, dalla frutta ai cibi.
Ingredienti:
1 kg di farina di mandorle
1 kg di zucchero
250 gr di acqua
½ bustina di vanillina
Procedimento:
Sciogliere lo zucchero nell’acqua a fiamma bassa mescolando continuamente. Spegnere il fuoco e unire la farina di mandorle e la vanillina.
Amalgamare bene fino a che il composto non avrà assunto una consistenza compatta, liscia e morbida, tanto da staccarsi dal tegame. Versare il composto su una spianatoia inumidita con l’acqua. Lasciare raffreddare l’impasto e lavorarlo fino ad ottenere un composto compatto e liscio. Modellare la pasta di mandorle utilizzando le formine apposite, generalmente realizzate in gesso e in terracotta. Per evitare che l’impasto si rompa all’interno dello stampo, rivestite gli stampi con della pellicola trasparente.
Non appena la frutta di Martorana sarà pronta, disponetela su un vassoio e lasciatela asciugare per un giorno prima di colorarla.
Per decorare la frutta di Martorana utilizzate i coloranti alimentari in polvere, diluendoli con qualche goccia di acqua. Terminata la decorazione della martorana, aspettate un paio d’ore prima di confezionarla o mangiarla.
Lascia una risposta