Nella mattinata del 4 maggio 2026 in occasione della settimana dedicata alla “Libertà di stampa”, una delegazione della nostra scuola IIS Duca Abruzzi-Einaudi-Pareto, e precisamente gli alunni della 1^C(Afm) e 2^A(Afm) accompagnati dai docenti Prof.ri Butera, Lampiasi, Ruffino, Rosella, Perricone e Zappia, si sono recati in visita ad una mostra presso l’Ordine dei Giornalisti, dedicata ad alcuni tra i più noti giornalisti uccisi perché colpevoli d’avere scritto ed informato di fatti “Mafiosi”.
I ragazzi sin dal solo varcare i cancelli, si sono mostrati interessati e curiosi di “conoscere” non solo i loro vissuti, ma anche un fattore da non sottovalutare, il calpestare un suolo che per anni era stata dimora di Totò Reina, e, da qualche tempo diventata sede di legalità come gli uffici dell’ordine dei giornalisti.
Ha preso subito la parola il Presidente Dott. Ben Parodi di Belsito, che davanti ai quadri dei giornalisti periti per mani mafiose ha iniziato ad illustrare le loro vite professionali ai nostri alunni.
Si fa memoria del primo omicidio mafioso del 25enne giornalista Cosimo Cristina (1960) ed undici anni dopo (1971) del primo magistrato Pietro Scaglione. Tutti e due uccisi il 5 maggio.
Il Cristina era corrispondente del giornale L’Ora da Termini Imerese e fu protagonista di battaglie contro la mafia. Le inchieste che suscitarono più scalpore furono due: quella sugli omicidi avvenuti nel 1959 in territorio Termini Imerese e quella sui frati di Mazzarino. Cristina fu trovato morto sui binari della ferrovia Palermo-Termini e la sua morte fu archiviata per suicidio pur tuttavia ci fossero elementi e soprattutto il rapporto di un super poliziotto Angelo Mangano che fu un delitto di mafia mascherato da una messa in scena. Evento che ricorrerà quando si parlerà di Peppino Impastato.
E così via nell’excursus di altri giornalisti, sino a concludere con la memoria di Maria Grazia Cutuli uccisa in territorio straniero perché colpevole d’avere smascherato un contrabbando di armi.
La memoria è spesso dolore che ritorna ma è anche salvezza dll’0blio.
I ragazzi a conclusione in tanti hanno continuato a porre quesiti pur di “Conoscere” ciò che per la loro giovane età non avrebbero mai potuto sapere se non attraverso della “Memoria!”
Lascia una risposta